Elon Musk ha invitato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a lasciare la guida del Paese e si è affiancato alle critiche del presidente Usa nei confronti del leader di Kiev. “È ora che Zelensky se ne vada”, ha scritto il fondatore di SpaceX in un post che segue l’attacco verbale di Donald Trump rivolto al capo dello Stato ucraino.
La scelta di Musk arriva nel pieno della polemica sui recenti problemi di connettività che hanno coinvolto Starlink, la rete satellitare commerciale della sua società divenuta essenziale per le forze ucraine. Il patron di Tesla ha però cercato di chiarire la responsabilità: secondo Musk, Starlink è un servizio commerciale sotto il controllo della sua azienda, mentre i sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense.
Musk ha inoltre sostenuto che eventuali limiti alla velocità o all’utilizzo dei sistemi di punta sono decisi dall’esercito Usa e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti. Ha precisato anche che l’uso di Starlink deve restare circoscritto ad attività civili o difensive e non può essere impiegato per azioni militari offensive, definendolo inappropriato per un’azienda commerciale.
Dalle autorità ucraine è arrivato un ringraziamento a Musk per il ripristino della connettività: il ministro Mykhailo Fedorov ha sottolineato il ritorno a velocità elevate e ha chiesto che venga rimosso il limite imposto dai sistemi Starshield, ritenendolo fondamentale per la difesa del Paese.
A complicare il quadro, una fonte citata da Axios ha dichiarato che l’amministrazione Trump non sarebbe responsabile delle limitazioni al servizio Starlink, dando avvio a una fase di rimpallo di responsabilità tra le parti coinvolte.
Interpellato sulla posizione assunta dalla Casa Bianca, Zelensky ha risposto senza tentennamenti alla domanda se si senta tradito da Trump, affermando: “Davvero, sì..”