Una bimba è morta a Palermo per difterite e la vicenda ha riaperto il tema delle coperture vaccinali in Italia. La Procura di Palermo ha iscritto nel registro degli indagati i genitori della piccola Anna Rosa Bartolotta per omicidio colposo; l’autopsia è attesa per chiarire dinamica e responsabilità del decesso.
A seguito del caso, nei centri sanitari di Palermo è aumentato l’afflusso di persone in cerca di vaccinazioni, tanto che in alcuni punti è stato necessario attingere alle scorte. La procura dei Minori, diretta da Claudia Caramanna, ha avviato accertamenti per valutare se i due genitori possano continuare a tenere con sé gli altri quattro figli: nemmeno questi ultimi risultavano vaccinati e sono stati sottoposti d’autorità alla somministrazione del vaccino, insieme ad altre persone della cerchia familiare.
L’ufficio inquirente specializzato sui minori ha inoltre disposto verifiche nelle scuole della zona nord del capoluogo per controllare il rispetto dell’obbligo vaccinale e l’eventuale attivazione delle autorità sanitarie e di pubblica sicurezza qualora non vengano rispettate le procedure previste.
I dati nazionali mostrano segnali di preoccupazione. Dopo il recupero successivo alla pandemia, dal 2022 alcune vaccinazioni pediatriche hanno smesso di crescere e per più voci la tendenza è in calo. Nel 2024 la copertura contro la difterite nei bambini entro i 24 mesi (nati nel 2022) era del 94,46% a livello nazionale, sotto l’obiettivo del 95%. In Sicilia il valore è molto più basso, 85,13%, e risulta il dato più basso d’Italia; la Provincia autonoma di Bolzano è al 87,11%.
La distribuzione regionale è fortemente disomogenea. Per l’esavalente nel 2024 soltanto 11 Regioni e Province autonome superavano il 95%: Piemonte, Lombardia, Trento, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise e Basilicata. In Lombardia la copertura contro la difterite entro i 24 mesi raggiunge il 98,29%, mentre in Sicilia resta all’85,13%, con una differenza superiore ai tredici punti. Anche per il morbillo la forbice è ampia: il dato nazionale è 94,77%, ma varia dal 98,11% del Molise all’87,98% della Sicilia.
La storia recente delle coperture evidenzia fluttuazioni. Nel 2015 la copertura contro la poliomielite era al 93,43% e, dopo l’entrata in vigore del decreto Lorenzin nel 2017 che ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni pediatriche, molte coperture sono risalite: tra il 2016 e il 2019 l’esavalente è tornata sopra il 95% e il vaccino contro il morbillo ha recuperato. Il 2020 ha segnato una battuta d’arresto per effetto della pandemia: l’esavalente è scesa da 95,01% a 94,02% e il morbillo da 94,49% a 92,70%. Il 2022 ha rappresentato il punto più alto recente, ma successivamente alcune vaccinazioni hanno ripreso a diminuire.
Confrontando 2022 e 2024, l’esavalente è passata dal 95,15% al 94,45% (-0,70). Altri andamenti mostrano aumenti per morbillo (da 94,40% a 94,77%) e varicella (da 93,35% a 93,87%), ma cali per pneumococco (da 91,73% a 90,05%), rotavirus (da 74,39% a 70,18%) e meningococco B (da 80,91% a 79,44%). Per quattro vaccinazioni la direzione è stata la stessa per due anni consecutivi, secondo i dati citati.
In Italia le vaccinazioni obbligatorie per i minori da 0 a 16 anni sono dieci: poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella (la varicella è obbligatoria solo per i nati dal 2017). Il vaccino contro la difterite è somministrato nella forma esavalente in tre dosi nel primo anno di vita con richiami successivi; il Ministero indica la prima dose dal 61° giorno di vita, la seconda a quattro mesi e la terza tra 10 e 12 mesi, con richiami a 5-6 anni e in adolescenza.
La normativa prevede che fino ai 6 anni la vaccinazione obbligatoria sia requisito di accesso ad asilo nido e scuola dell’infanzia; dalla primaria in poi la mancata vaccinazione non impedisce la frequenza scolastica, ma la Asl convoca i genitori per colloqui informativi e, in caso di rifiuto persistente, può applicare una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro, evitabile se il genitore somministra la prima dose nel termine indicato e completa poi il ciclo. Il semplice rifiuto non configura automaticamente un reato: la responsabilità penale può essere valutata solo se si accertano la colpa e il nesso causale tra omissione e evento, elementi che la Procura di Palermo dovrà verificare nel caso della bimba deceduta.
Gli esperti hanno sottolineato che la presenza di casi in ambito familiare è un campanello d’allarme e che una quota elevata di non vaccinati rappresenta un rischio per la comunità. La vicenda palermitana, primo decesso per difterite registrato in Italia da oltre trent’anni, mette in luce quanto la diffusione delle coperture sia cruciale per prevenire il ritorno di malattie oggi rare ma ancora potenzialmente letali.