Mattarella al Quirinale: fiducia ai giovani, salari adeguati e no a una società divisa

Roma, 22 ottobre 2026 — Al Quirinale, durante la cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro per il 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato l’attenzione sull’importanza centrale del lavoro per la democrazia e la coesione sociale.

Nel suo intervento il Capo dello Stato ha avvertito che il lavoro non può essere considerato soltanto un costo da comprimere in nome della competitività. Ha insistito sulla necessità di salari adeguati, di un’innovazione governata e del mantenimento di un dialogo sociale robusto come presupposti essenziali per il funzionamento democratico.

Mattarella ha rivolto un appello all’Europa, sollecitando i Paesi continentali a difendere i valori della propria civiltà e il modello sociale che ne è espressione, soprattutto nell’attuale fase di forti trasformazioni tecnologiche e di cambiamento nell’organizzazione produttiva.

Il presidente ha ringraziato i Maestri del Lavoro presenti, sottolineando il valore della loro testimonianza e il ruolo della memoria nel trasmettere il futuro ai giovani, ai quali — ha detto — va data fiducia in maniera ampia e concreta. Ha elogiato l’impegno nel volontariato dei Maestri e ha auspicato che il loro esempio continui ad alimentare creatività ed energia anche nelle nuove generazioni.

Mattarella ha messo in guardia contro la tesi di una presunta fine del lavoro, vista da alcuni come una forma di alienazione da superare: secondo il Presidente, questa visione può comprimere la libertà e rischia di alimentare una società che egli ha descritto con un riferimento biblico come “Divisa tra pochi ricchi Epulone e tanti, tanti Lazzaro”.

Al centro del discorso è stato posto il nesso tra lavoro e democrazia: il potere si organizza in istituzioni condivise per assicurare il benessere dell’intera società, ha ricordato Mattarella, ribadendo l’importanza del dialogo e della dialettica sociale nelle relazioni del mondo produttivo anche di fronte all’automazione e agli scenari più radicali.

Per il Presidente, il lavoro rimane il luogo in cui si manifesta la dignità della persona, dove ciascuno può esprimere talento e professionalità contribuendo al bene comune, alla famiglia e alla comunità. Una società coesa, ha concluso, è anche più sicura: la coesione favorisce la partecipazione, rafforza il senso del bene comune e sostiene tanto l’economia quanto le istituzioni.

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