Due protagonisti della scena culturale italiana vissero un rapporto complesso: vicini per molti aspetti, ma profondamente antitetici. È questo il nucleo dell’analisi pubblicata su Repubblica da Giordano Bruno Guerri il 24 agosto 2026.
Secondo il pezzo, Marinetti e d’Annunzio esercitarono un’influenza che travalicò i confini nazionali, incidendo sulla cultura italiana e internazionale in misura superiore rispetto all’ideologia del fascismo. Da questo punto di vista la loro eredità sarebbe risultata più duratura e diffusa rispetto alle impostazioni politiche contemporanee.
Il ritratto che emerge è di due uomini che, pur condividendo alcuni tratti comuni, restarono antitetici nelle loro posizioni e nel loro progetto personale. Questa distanza impedì loro di trovare un’intesa tale da presentarsi uniti contro l’ascesa di Benito Mussolini.
Il rapporto con Mussolini è descritto in termini netti: il Duce li avrebbe detestati. Nonostante l’ostilità di Mussolini, Marinetti e d’Annunzio non riuscirono a congiungere le loro forze per opporsi all’avvento del regime.