Il ministero della Difesa russo ha reso noto che una nave portarinfuse in viaggio verso il porto di Odessa, che avrebbe trasportato equipaggiamenti militari destinati all’esercito ucraino, è stata colpita in mare, secondo l’agenzia Interfax.
Dal Policlinico Gemelli, dove è ricoverato, Papa Leone XIV ha telefonato al presidente Vladimir Putin per sollecitare una tregua umanitaria a favore della città assediata di Oleshky, dove si trovano circa duemila civili. L’iniziativa pontificia è stata confermata dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che ha spiegato come l’obiettivo sia aprire canali d’aiuto e facilitare evacuazioni sicure.
Il Cremlino ha ammesso il colloquio e ha espresso disponibilità a sostenere l’iniziativa vaticana per la sicurezza dei civili, pur ritenendo responsabilità di Kiev la situazione sul campo. Le missioni diplomatiche del cardinale Matteo Zuppi e dell’arcivescovo Paul Richard Gallagher erano state citate come parte dell’impegno vaticano nei nodi umanitari.
L’Institute for the Study of War (Isw) ha pubblicato un rapporto che ridimensiona le avanzate russe dichiarate da Mosca: secondo l’Isw, le conquiste dal 2026 sono di circa 100 chilometri quadrati e 69 insediamenti, molto inferiori ai 6.500 chilometri quadrati e ai 310 centri citati dal presidente Putin. Il rapporto rileva inoltre che, nello stesso periodo in cui il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov aveva parlato di oltre 1.800 chilometri quadrati conquistati dal primo settembre, l’esercito russo avrebbe subito una perdita netta di 122 chilometri quadrati e si sarebbe ritirato in media di circa sette chilometri quadrati al giorno durante ottobre.
Particolarmente rilevante, secondo l’Isw, la situazione nel Donetsk: le forze russe avrebbero perso 198,28 chilometri quadrati da settembre. Kiev, sempre secondo l’Isw, controllerebbe 5.530 chilometri quadrati della regione, pari al 20,4% del territorio, mentre Putin aveva indicato una percentuale molto inferiore. L’istituto interpreta le dichiarazioni dei vertici russi come un tentativo di esercitare pressioni negoziali; il presidente russo, conclude il rapporto, ha escluso la concessione di territori in un eventuale accordo di pace.
Sullo sfondo militare, nelle ultime 24 ore gli attacchi russi hanno provocato sette vittime civili segnalate dalle autorità regionali ucraine: due persone nella regione di Kharkiv (un uomo e una donna di 58 e 71 anni), due nella regione di Dnipropetrovsk (una donna di 74 anni nei pressi di Nikopol e un uomo a Dnipro), due a Kramatorsk nella regione di Donetsk e una nella regione di Kherson.
A Kherson un duplice attacco ha causato un morto e venti feriti, fra cui due bambini, secondo Yaroslav Shanko, capo dell’amministrazione militare regionale. Le forze russe avrebbero sganciato otto bombe aeree guidate contro edifici residenziali e infrastrutture sociali nel distretto di Korabelnyi. Nell’episodio è stato ucciso l’autista di un’ambulanza e un’operatrice sanitaria è rimasta ferita.
Un altro bombardamento con bombe FAB-250 a Sloviansk ha colpito un quartiere residenziale, provocando un morto e dieci feriti e danneggiando o distruggendo parzialmente nove condomini; le ricerche e le operazioni di soccorso proseguono.
La difesa aerea ucraina ha contrastato nella notte un’ampia offensiva russa fatta di missili balistici, missili da crociera e 332 droni d’attacco. Secondo l’Aeronautica militare di Kiev e Rbc-Ucraina, 293 obiettivi sono stati intercettati o neutralizzati: quattro missili da crociera Kalibr e 289 velivoli senza pilota, inclusi modelli Shahed, S-8000 Banderol e Gerbera. L’attacco ha impiegato anche missili balistici Iskander-M e KN-23 lanciati dalle regioni russe di Voronezh e Rostov e dalla Crimea occupata, oltre a Kh-22/32 e altri Kalibr lanciati dal Mar Nero e dalla zona di Novorossiysk. Detriti degli intercetti sono caduti in altre località e nelle prime ore sono stati segnalati danni e feriti anche a Zaporizhzhia e Kryvyi Rih.
Altre notizie connesse: negli Stati Uniti il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo sospendendo parti del pacchetto di sanzioni sul petrolio russe previste dal cosiddetto “Lindsey Graham Act”. Kirill Dmitriev, inviato presidenziale russo, ha definito la sospensione un “momento importante e davvero storico” in un post su X. La decisione ha suscitato critiche a livello internazionale: il presidente francese Emmanuel Macron l’ha definita “non la risposta giusta” per il mercato mondiale dei carburanti.
Negli Stati Uniti, un gruppo bipartisan di nove senatori guidato da Jeanne Shaheen e Thom Tillis ha chiesto all’ispettore generale del Dipartimento della Difesa, Platte Moring III, di aprire un’indagine sulle interruzioni dei servizi satellitari Starshield e Starlink in Ucraina fra il 12 e il 14 ottobre, quando i terminali avrebbero subito limitazioni di velocità attorno ai 160 km/h che avrebbero compromesso le comunicazioni operative dei droni. I senatori esprimono preoccupazione per la sicurezza del personale diplomatico, militare e di supporto americano presente in teatro.
Sul fronte politico-militare interno a Mosca, Putin ha ribadito in una riunione con i vertici militari che la fascia di sicurezza oltre il confine ucraino non sarà oggetto di negoziato e ha tracciato un bilancio delle operazioni definito trionfalistico, comprendente le cifre sulle presunte avanzate e il controllo totale della regione di Luhansk, oltre a quote residuali per Donetsk e Zaporizhzhia secondo i dati citati dal Cremlino.