Enza Cossentino, madre di Martina Carbonaro, ha reso dichiarazioni in aula durante il processo per il femminicidio della figlia, uccisa ad Afragola nel maggio 2025. La donna ha detto di aver appreso solo dopo la morte della ragazza che Martina si rivolgeva a un’intelligenza artificiale per chiedere aiuto.
Martina, 14 anni, fu uccisa con colpi di pietra dall’ex fidanzato, il 19enne Alessio Tucci. Dall’analisi del suo smartphone è emerso che la ragazza interpellava un chatbot sul suo rapporto sentimentale e sul comportamento del ragazzo.
La madre ha riferito di non essere stata a conoscenza di quei messaggi: “Non sapevo che mia figlia chiedesse aiuto a ChatGpt”, ha detto in aula, spiegando di averlo scoperto soltanto dopo che la giovane era stata uccisa.
Secondo quanto riferito in dibattimento, Martina confidava al chatbot di temere di consegnare il cellulare al ragazzo, che le avrebbe imposto controlli. Cossentino ha inoltre raccontato la sua percezione del comportamento dell’accusato dopo il delitto, affermando che egli le era apparso tranquillo.
Il caso, che ha suscitato ampia attenzione, rimane al centro del processo in corso. Le indagini e gli atti processuali hanno portato alla ricostruzione dei messaggi presenti sul dispositivo della vittima, utilizzati come elementi probatori nell’udienza.