L’avvocato di Sigfrido Ranucci ha chiesto che la Rai eviti provvedimenti nei confronti del giornalista e della trasmissione Report fino alla conclusione delle indagini giudiziarie. Le dichiarazioni arrivano dopo le ammissioni di Valter Lavitola sull’attentato a Ranucci, che hanno acceso polemiche anche all’interno dell’azienda.
Roberto De Vita ha avvertito che qualsiasi iniziativa assunta in questo momento sarebbe “inevitabilmente inquinata dalle falsità”, nonostante — ha sottolineato — la «posizione netta e chiara» della autorità giudiziaria sulla condizione della vittima e sulla sua inconsapevolezza.
Secondo il legale, motivazioni esterne alla vicenda come frequentazioni, fonti o inchieste controverse verrebbero impiegate come espedienti formali e sostanziali. Misure basate su una presunta “incompatibilità ambientale”, ha aggiunto, si tradurrebbero in una vera e propria punizione della vittima.
De Vita ha inoltre richiamato l’attenzione sul rischio che indicazioni da parte di esponenti di vertice governativo e istituzionale possano condizionare le scelte aziendali, collocando così eventuali decisioni della Rai in un’orbita politica.
Per questi motivi il difensore ha chiesto saggezza ed equilibrio: attendere la chiusura delle indagini, ha detto, per poi confermare senza esitazione la solidarietà alla vittima e la sua conferma alla conduzione di Report. Qualsiasi censura, secondo De Vita, sarebbe basata su accuse che si riscontrano solo nelle dichiarazioni e negli scritti di alcuni politici e giornalisti ostili al programma.