La Corte d’Assise di Bergamo ha rigettato la richiesta avanzata dai legali di Massimo Bossetti di eseguire nuove analisi sui reperti relativi all’omicidio di Yara Gambirasio.
Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che hanno già annunciato ricorso, contestavano in particolare la metodologia adottata per l’estrazione del dna dalla traccia identificata come ’31G20′, indicata come sangue misto di Yara e dello stesso Bossetti.
La difesa ha inoltre messo in dubbio la validità della cosiddetta prova regina che ha condotto alla condanna all’ergastolo e ha sollevato questioni su altre tracce genetiche repertate sul corpo della vittima.
Secondo gli avvocati, sul giubbotto della vittima sarebbero presenti tracce che la difesa ritiene compatibili con liquido seminale e che non sarebbero state analizzate.
Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per la morte della tredicenne scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata assassinata il 26 febbraio 2011, è detenuto nel carcere di Bollate; questa mattina si è collegato in videoconferenza con il tribunale di Bergamo.