Nathalia Gadelha Filgueiras, 20 anni, è tra le nove persone morte nel disastro aereo domenica nella contea di Palm Beach, in Florida. Copilota del Learjet 60 coinvolto nell’incidente, aveva accumulato oltre 1.300 ore di volo.
Figlia di una famiglia di origine brasiliana residente in Florida, Nathalia era nata e cresciuta nell’area di Boca Raton. I familiari raccontano che già a 12 anni aveva deciso di dedicare la propria vita all’aviazione.
La sua storia era finita sui media statunitensi nel 2023, quando frequentava la West Boca Raton High School: a 17 anni aveva ottenuto la licenza di pilota privato, prima ancora della patente automobilistica, un traguardo che l’aveva resa nota nell’accademia aeronautica della scuola. La formazione era iniziata con l’Aviation and Aerospace Academy di Palm Beach County e proseguita nella scuola di volo American Flyers di Pompano Beach.
Nathalia aveva trasformato la passione in professione ed era entrata a far parte di Upper Jets, società di charter privati con sede a Fort Lauderdale, dove lavorava da circa nove mesi come pilota commerciale.
Domenica era a bordo del Learjet 60 partito da Austin, in Texas, diretto alle Bahamas. Secondo quanto riferito dal patrigno al New York Post e ripreso da media americani, la giovane aveva inviato al fidanzato il messaggio: “Ho turbolenza, ho ghiaccio”. Circa dieci minuti dopo il velivolo è precipitato.
Le registrazioni delle comunicazioni con la torre di controllo documentano i minuti precedenti lo schianto. Una voce, identificata da alcuni familiari come quella della copilota, segnala la rapida perdita di quota e l’emergenza in corso mentre l’aereo affrontava condizioni meteorologiche difficili, tra turbolenze e formazione di ghiaccio.
Le cause dell’incidente sono oggetto di indagine da parte della National Transportation Safety Board (NTSB), che dovrà accertare i fatti e determinare le responsabilità.