Natalia Potenza, compagna di Valter Lavitola, ha annunciato che consegnerà un memoriale ai magistrati in cui denuncia rapporti e comportamenti che ritiene rilevanti ai fini delle indagini sull’imprenditore. Secondo quanto riferito, Potenza attribuisce a Sigfrido Ranucci un ruolo di sostegno a Lavitola e sostiene che i due siano «come il gatto e la volpe».
Nel documento che intende presentare emergerebbero, sempre secondo le ricostruzioni giornalistiche, collegamenti con gli affari sui carbon credit e presunti investimenti in Africa riconducibili a Lavitola e al factotum Clesio Gomes Tavares. Potenza contesta inoltre l’operato del conduttore di Report, accusandolo di aver aiutato Lavitola «utilizzando Report come strumento», circostanza riportata da Il Giornale.
Tra gli elementi che la donna dice di possedere c’è una mail inviata nel 2024 dall’imprenditore Pulcini a Lavitola, subito dopo un pranzo con Ranucci: il messaggio conterrebbe le condizioni economiche per chiudere la trattativa sull’immobile che ospita il ristorante Cefalù Bistrò. Potenza afferma che Ranucci non sarebbe stato un semplice mediatore, ma avrebbe avuto un ruolo «molto più attivo» nei confronti di Pulcini.
Potenza, 40 anni, italo-argentina, è amministratrice della società che gestisce il bistrot e madre di due figli avuti con Lavitola. Ai magistrati ha dichiarato di non voler ospitare il compagno in casa nel caso in cui gli venga concesso il regime degli arresti domiciliari e di non volere che lavori nel locale in caso di affidamento ai servizi sociali per condanne pregresse. La donna ha detto di non essere mai andata a trovare Lavitola in carcere per «proteggere i nostri figli», e di voler proseguire da sola la gestione del ristorante.
La rottura definitiva tra Potenza e Lavitola risale alla fine di agosto, dopo la pubblicazione su Libero di un’intervista in cui l’estetista Adriana Linhares si definiva «la vera compagna» di Lavitola e raccontava di averlo conosciuto quando era latitante a Buenos Aires. Potenza ha detto di essersi sentita doppiamente tradita, sia dalle rivelazioni sulla vicenda della bomba indirizzata a Ranucci sia dalle dichiarazioni rese da Linhares, e ha espresso il desiderio di allontanare Lavitola anche dal bistrot, ipotizzando persino un cambio di nome del locale.
Intervistata da Fulvio Abbate, Potenza ha raccontato di essersi sentita estranea ai rapporti tra Lavitola e Ranucci, affermando di essere decisa a difendere la propria rispettabilità e a dimostrare la propria estraneità agli «impicci» dell’ex compagno. Con l’avvocato Giuseppe Cavallaro, la donna ha messo a punto il memoriale che intende depositare ai pm; una fonte riporta che Potenza conosce «vita, morte e miracoli» e non intende sottrarsi all’atto di riferire tutto ciò che sa, anche dopo le lettere che Lavitola le ha inviato dal carcere.
Potenza ha inoltre negato di avere informazioni sulla bomba esplosa a seguito di un episodio collegato a Ranucci, dichiarando di non essere a conoscenza di quella vicenda e di aver progressivamente evitato i momenti in cui i due uomini conversavano al tavolo del bistrot.