L’International Tennis Integrity Agency ha comunicato la sospensione di Nick Kyrgios dopo un controllo antidoping risultato positivo alla cocaina. Il campione raccolto durante il Mallorca Open del 22 giugno ha mostrato la presenza di benzoylecgonina, metabolita della sostanza, confermata da un laboratorio accreditato WADA il 17 luglio 2026.
Il 31enne australiano ha riconosciuto le proprie responsabilità in un post su Instagram, definendo il gesto «un enorme errore» e annunciando di assumersene «la piena responsabilità». Kyrgios ha chiesto scusa a tifosi, famiglia, sponsor e alle persone a lui vicine, esprimendo particolare rammarico per i giovani che lo seguono e aggiungendo di essere «profondamente deluso» da sé stesso.
Nel suo messaggio il giocatore ha fornito un contesto personale: ha citato due anni segnati da infortuni che lo hanno provato fisicamente e mentalmente, la difficoltà ad accettare la possibile fine della carriera e sensazioni di impotenza e solitudine. Pur sottolineando che nulla di ciò giustifica quanto accaduto, Kyrgios ha affermato che la vicenda è servita da «campanello d’allarme».
Per i prossimi 28 giorni il tennista ha annunciato che si allontanerà dai social media e dalla vita pubblica per concentrarsi sul recupero, chiedendo il rispetto della privacy propria e della famiglia. La sospensione impedisce a Kyrgios di partecipare a gare, allenamenti e di presenziare ai tornei del Grande Slam o ad altri eventi ufficiali dei circuiti professionistici.
Negli ultimi anni il 31enne ha avuto problemi a ginocchio e polso; in questa stagione ha giocato appena quattro partite di singolare. La sua ultima apparizione risale a Wimbledon, dove è stato eliminato al primo turno nel doppio in coppia con Alexander Bublik.