Pyongyang avvia un’espansione delle strutture ricreative e commerciali con l’obiettivo di plasmare una nuova cultura dei consumi. La strategia è descritta da un’analisi Reuters del 11 settembre 2026 basata su dati commerciali cinesi, resoconti dei media nordcoreani e testimonianze di visitatori recenti.
Negli ultimi anni si sono moltiplicate iniziative come resort sul mare, centri commerciali con marchi internazionali, parchi acquatici, piste da sci, birrerie e persino autoscontri e piste per attrazioni. Allo stesso tempo sono aumentate le importazioni di beni per il tempo libero: secondo i dati citati, le attrezzature per massaggi importate dalla Cina sono cresciute di quaranta volte nell’ultimo decennio, mentre quelle per tapis roulant sono aumentate di oltre il 600%.
Anche strumenti e prodotti come pianoforti, orologi, giostre, scivoli acquatici e autoscontri mostrano incrementi nelle importazioni, segnala Reuters. L’apparente apertura ai consumi non è però interpretata solo come modernizzazione infrastrutturale.
Secondo diversi analisti citati nell’analisi, il regime intende convogliare la spesa dei cittadini verso reti commerciali e ricreative controllate dallo Stato. L’obiettivo sarebbe ridurre l’influenza dei mercati privati emersi durante gli anni delle carestie e allo stesso tempo creare nuove entrate per le casse pubbliche.