Kiev sotto attacco: 16 missili e oltre 200 droni, morti e feriti nelle principali città

Un massiccio attacco notturno ha colpito più obiettivi in Ucraina, con particolare intensità su Kiev. Secondo le ricostruzioni, sulla capitale sono stati lanciati 16 missili balistici e oltre 200 droni, mentre le infrastrutture energetiche del Paese sono state nuovamente prese di mira.

Le autorità segnalano vittime nelle principali città ucraine. A Kharkiv un attacco in pieno giorno ha causato la morte di una bambina e di due donne; almeno 15 persone sono rimaste ferite.

Al fronte un soldato ucraino ferito è stato evacuato utilizzando un drone, una soluzione adottata per la prima volta, secondo le fonti citate.

Il presidente Zelensky ha detto di non aver ricevuto avvertimenti sulla prima ondata di attacchi. In risposta alle critiche di Donald Trump, che ha sostenuto che il presidente ucraino non voglia la pace, Zelensky ha affermato di aver accolto «ogni tentativo di mediazione», ma che Mosca risponde con i missili.

La crisi militare si intreccia con tensioni diplomatiche internazionali. È tornata a circolare l’ipotesi di un incontro trilaterale che potrebbe coinvolgere il presidente statunitense, Vladimir Putin e Xi Jinping; il segretario di Stato americano Rubio ha dichiarato che si sta lavorando in quella direzione. Il Cremlino ha aggiunto che una soluzione non è possibile senza il coinvolgimento degli ucraini.

Il ministro degli esteri russo Lavrov, in visita in Iran, ha affermato che né Kiev né i suoi alleati europei sarebbero pronti per negoziati. Il governo ucraino ha espresso invece scetticismo su ogni formato che non comprenda direttamente la propria partecipazione; il ministro degli esteri Sybiha ha scritto che per fermare la guerra servirebbe un incontro a tre con ucraini, russi e americani, mentre un formato Russia-Cina-Stati Uniti avrebbe l’effetto opposto, secondo quanto riportato.

Un primo accordo operativo è però stato raggiunto: Ucraina e Russia stanno collaborando per consentire evacuazioni nella cittadina occupata di Oleshky, di fronte a Kherson. Nella zona rimangono ancora circa 6.000 civili intrappolati senza cibo né aiuti umanitari.

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