Kiev annuncia la ripresa degli attacchi alle raffinerie. Crescono le tensioni: Patriot senza intercettori, raid e blackout

La guerra tra Russia e Ucraina mantiene un alto livello di escalation: da una parte la leadership di Kiev annuncia la ripresa degli attacchi contro impianti energetici russi, dall’altra fonti internazionali segnalano carenze negli arsenali difensivi ucraini e nuove ondate di bombardamenti e blackout sul territorio.

Secondo la Cnn, citando una fonte definita “ben informata”, l’Ucraina avrebbe esaurito i missili per i sistemi di difesa Patriot, rendendo il Paese più vulnerabile agli attacchi balistici. Sempre la Cnn scrive che quasi tutti i missili balistici dell’ultimo attacco non sono stati intercettati per mancanza di intercettori.

Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato di aver deciso di riprendere le operazioni contro le raffinerie russe, dopo aver sospeso temporaneamente questi attacchi per valutare segnali internazionali. In un’intervista al Financial Times ha spiegato che la sospensione è terminata: l’Ucraina intende nuovamente colpire impianti petroliferi di Mosca. A Bruxelles, durante la sua missione al Consiglio europeo, Zelensky ha incontrato il primo ministro belga Bart De Wever per discutere della “collaborazione con il Belgio per ricevere ulteriori caccia il prima possibile” e della possibilità di ottenere rifornimenti di munizioni per gli aerei.

La giornata è stata segnata da una serie di attacchi su entrambi i fronti. In Ucraina, nella notte la città di Kropyvnytskyi (oblast di Kirovohrad) è stata colpita da un massiccio raid aereo con droni: il bilancio ufficiale riporta tre morti e sei feriti; cinque dei feriti sono stati ricoverati. Il governatore regionale Andrii Raikovych ha riferito che i raid hanno preso di mira infrastrutture logistiche, trasporti e stabilimenti industriali.

Nelle stesse ore, fonti russe e ucraine hanno registrato altri episodi di rilievo. Un vasto attacco di droni nella regione russa di Rjazan ha causato un incendio in una raffineria di proprietà della Rosneft; il governatore Pavel Malkov parla di danni a un magazzino e a diversi veicoli, mentre è in corso la valutazione dei danni materiali. La Difesa ucraina ha annunciato attacchi a basi e aerei russi: la Marina ucraina ha dichiarato di aver distrutto sei Su-34M presso l’aeroporto di Borisoglebsk usando missili costieri Neptune; il presidente Zelensky ha invece scritto che un attacco con il missile Neptune avrebbe distrutto quattro Su-34 e danneggiato altri due aerei nelle regioni di Voronezh e Oryol, rivendicando anche colpi contro depositi usati per il lancio di droni.

Le conseguenze sugli approvvigionamenti energetici in Ucraina sono state immediate. Zelensky ha segnalato che, a seguito di nuovi attacchi russi, quasi 15.000 persone nella regione di Volyn sono rimaste senza elettricità e che alcuni distretti di Kiev e della sua regione sono parzialmente privi di fornitura elettrica. Ukrenergo e il ministero dell’Energia hanno riferito blackout di emergenza e dichiarato che le squadre di ripristino interverranno non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno. La società statale Naftogaz ha inoltre comunicato che nella notte è stato colpito l’impianto di estrazione del gas nella regione di Poltava, con interruzione delle operazioni, danni alle attrezzature e un incendio.

A complicare ulteriormente il quadro, nelle ultime 24 ore si sono registrati problemi di connettività militare: l’uso dei terminali satellitari Starlink e della piattaforma militare Starshield, gestita da SpaceX, era stato limitato e aveva suscitato allarme a Kiev per l’impatto sulle operazioni e sull’intercettazione dei droni. Reuters riferisce che la funzionalità in movimento di Starshield è stata ripristinata secondo una fonte del ministero della Difesa ucraino, circa 36 ore dopo le restrizioni. La Casa Bianca ha negato ogni coinvolgimento nelle limitazioni, mentre Elon Musk ha scritto sulla piattaforma X che “È ora che Zelensky se ne vada”, suscitando polemiche. Alcuni esponenti ucraini e parlamentari Usa hanno reagito con allarme alle limitazioni e alla possibile influenza politica sulle capacità operative.

Sul piano degli aiuti militari, Bloomberg e altre fonti riportano che il Regno Unito fornirà ulteriori missili da crociera Storm Shadow all’Ucraina; il reintegro delle scorte sarebbe stato discusso tra il premier britannico Andy Burnham e il presidente Zelensky durante la visita a Londra. Il Regno Unito ha inoltre annunciato uno stanziamento di 17 milioni di sterline per la riparazione delle strutture di contenimento della centrale nucleare di Chornobyl, danneggiate da un attacco di droni lo scorso anno.

Le reazioni diplomatiche si sono susseguite. A Bruxelles Emmanuel Macron ha detto di voler fornire a Kiev “tutti i mezzi necessari”; il segretario generale della Nato Mark Rutte ha incontrato Zelensky per discutere dell’importanza di una tregua energetica e del sostegno degli alleati, in particolare attraverso il meccanismo PURL. Altri leader europei – tra cui la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas – hanno esortato a non distogliere lo sguardo dalla crisi e a rafforzare il sostegno all’Ucraina, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha detto che sarà necessario aumentare le risorse per l’assistenza.

Il Cremlino e i portavoce russi hanno replicato duramente: il presidente Vladimir Putin ha avvertito che la Russia risponderà agli attacchi contro raffinerie e infrastrutture energetiche, mentre il portavoce Dmitri Peskov ha chiesto alla Moldova di abbandonare la “russofobia” e liberare prigionieri politici per riaprire il dialogo con Mosca. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha escluso l’esistenza di proposte ufficiali per un accordo di pace e ha criticato la posizione ucraina.

In parallelo a questi eventi, la situazione della libertà di stampa in Russia resta tesa: Novaya Gazeta ha riferito che il suo caporedattore Sergey Sokolov è stato condotto per interrogatorio presso il Comitato investigativo dopo una perquisizione domiciliari; poche ore dopo il giornale ha comunicato che Sokolov è uscito dall’interrogatorio in qualità di testimone ed è tornato in redazione. Sempre in Russia, l’Fsb ha annunciato l’arresto di un cittadino svedese nella regione di Pskov con l’accusa di essere entrato “illegalmente” nel Paese per progettare

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