Oggi, nel carcere di Rebibbia, sono in programma gli interrogatori di due dei quattro indagati ritenuti esecutori materiali dell’attentato dinamitardo contro il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia nell’ottobre 2025.
Si tratta di Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello. Una terza indagata, Marika De Filippis, è attualmente ai domiciliari e verrà sentita in una data successiva presso i carabinieri del luogo di residenza. Dei quattro indagati complessivi, tre sono al momento in carcere.
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri. Pagliarulo ha ricordato che la richiesta degli interrogatori era stata presentata anche dalla difesa in prossimità del 15 agosto, ma che oggi a formulare le domande sarà il pubblico ministero; i legali forniranno la versione difensiva dei loro assistiti.
Sulla misura cautelare in carcere il legale ha sostenuto che non sia adeguata: secondo Pagliarulo non sussiste un concreto pericolo di fuga e il rischio di reiterazione potrebbe essere contenuto con misure meno afflittive. “Non vedo un pericolo di fuga”, ha detto il difensore, sottolineando che, in attesa del processo, la detenzione carceraria appare particolarmente gravosa e che gli arresti domiciliari sarebbero una cautela più proporzionata.
Un punto centrale della strategia difensiva riguarda l’aggravante del 416-bis: Pagliarulo ha ribadito che, a suo avviso, questa aggravante non è presente e che ormai sarebbe decaduta. L’interrogatorio dei detenuti, ha aggiunto, contribuirà in modo decisivo alla valutazione dei magistrati.
Al momento, la contestazione nei confronti degli indagati comprende i reati di strage, detenzione di materiale esplosivo e danneggiamenti. I legali hanno detto che i loro assistiti forniranno elementi per chiarire la propria posizione e i confini del mandato loro attribuito.