Il caso di un pedaggio sul confine tra Windsor e Detroit è diventato l’innesco di un confronto politico e commerciale tra Stati Uniti e Canada, sfociato in dazi fino al 50%.
L’Ambassador Bridge, unica via stradale diretta tra Windsor (Canada) e Detroit (Michigan), fu costruito tra il 1927 e il 1929 dalla compagnia americana McClintic-Marshall. I costi dell’opera, scrive la cronaca, sono stati ampiamente ripagati dal pedaggio: oggi il passaggio costa 10 dollari e il ponte è di proprietà di Matthew Moroun.
Per ridurre la dipendenza dall’infrastruttura privata, il governo canadese ha finanziato il Gordie Howe International Bridge, opera moderna di 2,5 chilometri a campata unica e sei corsie, realizzata con il supporto anche di un consorzio pubblico di Detroit. La tariffa prevista per il nuovo collegamento era di 5,75 dollari, cifra che secondo Moroun avrebbe compromesso il suo business.
La reazione del proprietario fu immediata e decisa. Moroun contattò Donald Trump ricordando un milione versato per l’ultima campagna elettorale. Si recò poi in Canada, accompagnato dall’avvocato Kevin Kalczynski, per incontri con ministri e sottosegretari; la trattativa si concluse senza accordo e Moroun lasciò gli incontri furioso, urlando che non lo stavano ascoltando.
Nei giorni successivi Moroun chiamò Howard Lutnick, segretario al Commercio. Il contesto erano le fasi finali di trattative sui dazi tra Stati Uniti e Canada: Trump aveva già annunciato un’intesa che avrebbe ridotto le tariffe a livelli minimi. Secondo la ricostruzione, Lutnick intervenne con sempre maggiore insistenza e avanzò richieste ritenute «assurde», tra le quali l’abolizione di fatto del bilinguismo nel Québec, mossa descritta come un attacco agli equilibri linguistici del Paese.
Dalle trattative si passò rapidamente a una guerra commerciale: furono introdotti dazi al 50 per cento. Il premier Mark Carney denunciò in diretta il tentativo di «frantumare il Paese». Tutto, conclude la cronaca, è ruotato attorno a una gabella su un ponte costruito quasi un secolo fa.