CITTÀ DEL VATICANO — Sul fronte della memoria per il decimo anniversario del terremoto che colpì il centro Italia tra Lazio, Umbria e Marche, il Papa ha dedicato l’Angelus di domenica a chi ha perso la vita e alle famiglie colpite dal sisma del 24 agosto 2016.
Il Pontefice ha pregato per i defunti e per le comunità coinvolte e ha invitato fedeli e istituzioni a non abbandonare la ricostruzione. A Piazza San Pietro ha detto che «la fede e la solidarietà continuino a sostenere l’opera di ricostruzione», sottolineando la necessità di riscoprire il volto di Cristo e il senso concreto della fede nelle scelte quotidiane.
La ricorrenza è al centro del Meeting visitato ieri dal Papa, dove è allestita un’esposizione intitolata “Visioni del cuore d’Italia ferito dal terremoto e della sua rinascita. 2016-2026”. Al Meeting, oltre alle mostre, si tengono dibattiti che coinvolgono ministri e commissari governativi impegnati nella ricostruzione.
Nel corso dell’Angelus Robert Francis Prevost ha espresso vicinanza alla popolazione della Repubblica Centrafricana per il crollo in una miniera a Zamboiel, chiedendo attenzione alla sicurezza e alla legalità dei siti estrattivi.
Il Pontefice ha poi ricordato la Repubblica Democratica del Congo, richiamando l’attenzione sull’epidemia di Ebola e auspicando «una risposta da parte della comunità internazionale che coinvolga anche le comunità locali» nelle operazioni di prevenzione per salvare vite umane.
Il richiamo alla terra colpita dal sisma ha anche un precedente: il 4 ottobre 2016, nel giorno della festa di San Francesco, papa Francesco si recò ad Amatrice in una visita a sorpresa per portare conforto alle popolazioni ferite dal terribile terremoto del 24 agosto di quell’anno.