I servizi segreti tedeschi avvertono: rischio di conflitto diretto con la Russia mentre si intensifica la “guerra nell’ombra”

Il capo dell’intelligence estera tedesca ha lanciato un allarme netto: la campagna russa contro le democrazie europee si è trasformata in una “guerra nell’ombra” più aggressiva e la Germania corre il rischio di essere coinvolta in un conflitto violento con la Russia. Martin Jaeger lo ha detto davanti ai parlamentari durante l’audizione pubblica annuale dei capi dei servizi segreti.

Jaeger ha indicato come esempio l’attacco con droni all’aeroporto di Lipsia dello scorso agosto, citandolo tra i segnali della nuova escalation. Le autorità tedesche imputano a Mosca una serie di operazioni ibride, tra cui attacchi con droni e offensive informatiche; la Russia ha però ripetutamente negato qualsiasi intenzione di attaccare paesi della Nato. Il presidente Vladimir Putin è stato citato dicendo: “Non stiamo minacciando nessuno” e sottolineando che la Russia risponderà in caso di aggressione.

Negli stessi giorni si sono moltiplicate le notizie di attacchi e danni legati al conflitto. Nella notte, un’ondata di droni ha preso di mira la regione di Mosca: secondo il sindaco Sergei Sobyanin verso la regione si sono diretti 650 velivoli senza pilota, la maggior parte distrutti dalle difese aeree e 105 abbattuti mentre si avvicinavano alla capitale. Un giovane di 20 anni è morto in un villaggio alla periferia di Mosca, ha riferito il governatore Andrej Vorob’ëv. I media riferiscono anche di un incendio nel più grande deposito di petrolio regionale, la stazione LPDS “Volodarskaya”, collegata a raffinerie e aeroporti del polo di Mosca.

Sul fronte ucraino, fonti locali segnalano nuovi attacchi: a Zaporizhia i russi hanno colpito il ponte sul Dnipro, bloccando il traffico e ferendo cinque persone, tra cui due operatori della Croce Rossa, ha detto Mykhailo Semikin, capo ad interim dell’amministrazione locale. A Kharkiv il bilancio di un doppio attacco missilistico sulla zona industriale è salito a sei morti e 59 feriti, secondo Oleg Synegubov, capo dell’amministrazione regionale.

L’Onu ha denunciato che gli attacchi russi nel recente periodo hanno provocato vittime civili e danneggiato infrastrutture in molte regioni: Kharkiv, Sumy, Kiev, Donetsk, Kherson, Dnipro, Zaporizhzhia, Chernihiv, Mykolaiv e Odessa. Il portavoce delle Nazioni Unite Farhan Haq ha citato danni al Ponte Nord di Kiev e ha ricordato che un attacco a Odessa contro una nave civile ha ucciso un membro dell’equipaggio e ferito tre persone. L’Alto Commissario per i Diritti Umani, Volker Türk, ha poi reso noto che nei primi otto mesi del 2026 sono stati documentati 15.280 civili uccisi o feriti, una media di oltre 400 a settimana e un aumento del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025. Türk ha inoltre segnalato quasi 2.500 vittime civili dovute a bombardamenti aerei russi nei primi otto mesi dell’anno, un aumento del 62% rispetto all’anno precedente, e ha denunciato livelli “scioccanti” di violenza sessuale contro civili e prigionieri di guerra. L’Onu ha infine evidenziato che operatori umanitari restano nel mirino: tra luglio e agosto tre sono stati uccisi e 18 feriti.

Altri sviluppi collegati alla tensione: l’Estonia sta spostando permanentemente truppe più vicino al confine con la Russia e si sta dotando di armamenti per colpire in profondità il territorio confinante, secondo un’esclusiva del Financial Times citata dai media. La Lituania ha annunciato invece di aver completato gli edifici residenziali destinati alla brigata tedesca nel complesso di Rudninkai, vicino al confine con la Bielorussia; i lavori dell’intera base saranno in gran parte conclusi entro fine anno, ha detto il ministro della Difesa Robertas Kaunas. La 45esima brigata tedesca sarà schierata progressivamente e arriverà a completo organico entro il 2027.

Sul piano dei sostegni militari, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in visita a Kiev sotto i bombardamenti, ha promesso aiuti in armi per un miliardo di euro. Sul versante tecnologico, l’Aeronautica ucraina ha dichiarato di aver impiegato con successo “torrette robotizzate” basate su visione artificiale e intelligenza artificiale per abbattere droni a reazione russi “Geran”, impiegando mitragliatrici per l’ingaggio diretto dei velivoli.

Altre notizie correlate: una nave è andata a fuoco e successivamente è affondata nel Mar Nero; il ministero dell’Interno rumeno ha riferito che due membri dell’equipaggio sono morti e 11 sono stati tratti in salvo. Le autorità non hanno specificato le cause del rogo e il Ministero della Difesa non ha commentato l’ipotesi che la nave fosse stata colpita da un drone. Infine, un’analisi citata dal Guardian indica che oltre 176.000 tonnellate di carburante, soprattutto diesel, sono state spedite dalla Corea del Sud alla Russia nei mesi di luglio e agosto, anche attraverso petroliere sottoposte a sanzioni del Regno Unito e dell’Unione europea.

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