A dodici anni dalla morte di Robin Williams, i figli Zak, Zelda e Cody hanno riattivato l’account Instagram ufficiale @therobinwilliams per custodire e difendere la memoria del padre dall’uso non autorizzato dell’intelligenza artificiale.
L’account, inattivo dal 2014, è stato trasformato in un archivio digitale gestito dalla famiglia. I tre fratelli hanno spiegato in una dichiarazione congiunta che la pagina ospiterà fotografie inedite, aneddoti, filmati d’archivio e retroscena dei suoi film più noti, con l’obiettivo di offrire ai fan un unico riferimento verificato.
La decisione arriva dopo un’ondata di contenuti manipolati sul web: negli ultimi mesi sono circolati deepfake, video alterati e file audio che imitano la voce dell’attore senza autorizzazione. Zelda Williams aveva condannato questi tentativi, definendoli «mostri di Frankenstein privi di anima», e ha spiegato nelle sue Stories come la riattivazione del profilo possa suscitare emozioni contrastanti tra i fan, ma rappresenti per la famiglia lo strumento migliore per opporsi all’abuso della tecnologia.
Nel comunicato, i fratelli hanno sottolineato la volontà di creare uno spazio sicuro e affidabile dove conservare ricordi autentici e celebrare la vita e la carriera di Robin Williams, affinché la sua eredità venga raccontata con rispetto e calore. Hanno inoltre espresso gratitudine per le nuove generazioni che continuano a scoprire il suo lavoro.
Robin Williams fu trovato senza vita l’11 agosto 2014 nella sua abitazione di Paradise Cay, in California; aveva 63 anni. Dopo notizie iniziali su una grave forma di depressione, l’autopsia rilevò che l’attore era affetto da demenza a corpi di Lewy, una malattia neurodegenerativa che provoca allucinazioni, attacchi di panico, paranoie e perdita del controllo motorio.
Nato a Chicago nel 1951, Williams esplose alla fine degli anni ’70 con la serie televisiva Mork & Mindy, che lo portò poi al successo cinematografico. In una carriera che superò i quarant’anni vinse cinque Golden Globe e un Premio Oscar nel 1998. Tra i suoi ruoli più celebri figurano Adrian Cronauer in Good Morning, Vietnam (1987), il professor John Keating in L’attimo fuggente (1989), il medico Malcolm Sayer in Risvegli (1990), la commedia familiare Mrs. Doubtfire (1993) e i film per l’infanzia Hook (1991) e Jumanji (1995). Nel 1998 ottenne la statuetta come Miglior Attore Non Protagonista per la sua interpretazione in Will Hunting – Genio ribelle, secondo i riconoscimenti riportati.
Con questa iniziativa i figli cercano non solo di preservare la memoria personale e artistica del padre, ma anche di tracciare un precedente concreto: nei tempi dell’intelligenza artificiale, la famiglia afferma di voler mantenere il controllo sulla rappresentazione pubblica di Robin Williams attraverso i social network.