13 settembre 2026 — L’avanzata delle milizie Houthi lungo le coste dello Yemen ha portato i ribelli a impadronirsi di posizioni strategiche e a prendere il controllo di fatto dello Stretto di Bab el‑Mandeb, snodo cruciale per il traffico tra Mar Rosso e Canale di Suez.
La presa dello stretto stringe il controllo sulle principali vie d’acqua della regione, chiudendo quell’alternativa logistica che, fino a oggi, veniva considerata l’unica valida rispetto allo Stretto di Hormuz. Quest’ultimo è già stato interessato da blocchi e da una situazione di instabilità legata alle crescenti tensioni con Teheran.
L’operazione dei ribelli yemeniti è stata accolta con entusiasmo dai Pasdaran e dai vertici iraniani, che interpretano l’azione come uno strumento di pressione geopolitica ed economica nei confronti dei Paesi occidentali e dei rivali regionali.
L’episodio ha innalzato il livello di preoccupazione per il commercio marittimo e i mercati energetici internazionali: le autorità segnalano il rischio concreto di nuove impennate nei costi delle materie prime e nei noli marittimi.
Di fronte alla crescente morsa sui flussi navali, i Paesi del Golfo hanno convocato per domani in Oman un vertice straordinario. L’incontro è volto a valutare risposte comuni, definire strategie per la sicurezza marittima e cercare di disinnescare un’escalation che potrebbe paralizzare l’economia dell’area.