L’Alta Corte di Londra ha stabilito che il principe Harry e altri sei personaggi pubblici devono versare complessivamente 9,5 milioni di sterline (circa 11 milioni di euro) come primo pagamento per le spese legali dopo aver perso la causa intentata contro l’editore del Daily Mail.
A dover pagare sono Harry, Elton John, David Furnish, Liz Hurley, Sadie Frost, Doreen Lawrence e Simon Hughes. I ricorrenti sostenevano che Associated Newspapers Ltd (ANL), editore del Daily Mail, del Mail on Sunday e di MailOnline, avesse per anni ottenuto informazioni sulla loro vita privata con metodi illegali, tra cui l’uso di investigatori privati per installare presunti dispositivi di ascolto, l’accesso abusivo a dati personali e l’intercettazione di conversazioni. ANL ha respinto con decisione le accuse.
La causa è approdata all’Alta Corte nel 2026 dopo una lunga fase preliminare. Durante il processo, durato undici settimane, Harry è stato ascoltato in aula: ha raccontato il rapporto conflittuale con la stampa britannica, ha accusato il gruppo editoriale di aver perseguitato lui e la moglie Meghan e ha detto che la sorveglianza avrebbe avuto conseguenze molto gravi sulla sua vita, sostenendo anche che Meghan abbia avuto un aborto per colpa del Daily Mail.
Il procedimento ha però visto indebolirsi alcune testimonianze chiave. L’investigatore privato Gavin Burrows, inizialmente indicato come figura centrale, ha negato di aver compiuto attività illecite per conto di ANL e ha affermato che una precedente dichiarazione attribuitagli fosse falsa e la sua firma contraffatta. Anche Jonathan Rees, un altro investigatore citato, ha contraddetto parti delle accuse collegate alla sua testimonianza. La difesa dell’editore ha ampiamente contestato le accuse alla luce di questi sviluppi.
Nel luglio 2026 il giudice Nicklin ha respinto le richieste dei sette ricorrenti. Secondo una ricostruzione del Guardian citata nei resoconti, la corte ha ritenuto non dimostrata la commissione delle attività illegali contestate ad Associated Newspapers, decretando una netta vittoria per il gruppo editoriale.
I costi legali sostenuti dall’editore per la difesa hanno superato i 34 milioni di sterline, da cui è scaturita la richiesta di rimborso nei confronti dei ricorrenti. Per il principe Harry la sentenza rappresenta una battuta d’arresto nella sua lunga battaglia giudiziaria contro la stampa britannica: nel 2025 aveva ottenuto un accordo con News Group Newspapers, ma l’esito contro il Daily Mail è stato diverso.
Il processo ha nuovamente aperto il dibattito sui limiti del giornalismo scandalistico nel Regno Unito e sulle responsabilità degli editori nell’impiego di investigatori e fonti private.