Geppi Cucciari tra cinema civile e tv: dal caso Zuncheddu al ritorno di “Splendida cornice”

Geppi Cucciari torna in televisione e porta al cinema un impegno civile. Dal 22 ottobre sarà nuovamente alla guida di Splendida cornice su Rai 3; intanto è in sala con Zustissia, film diretto da Francesco Piras che ricostruisce il caso del pastore sardo Beniamino Zuncheddu.

Nel film Zuncheddu è interpretato da Fabrizio Ferracane; la storia racconta l’ingiusta condanna all’ergastolo del 1991 e i 33 anni trascorsi in carcere prima del riconoscimento dell’innocenza, ottenuto grazie al giovane avvocato Mauro Trogu, interpretato da Michele Riondino. Cucciari interpreta un ruolo breve ma radicato nella figura di Irene Testa, garante dei detenuti e voce di Radio Radicale.

L’attrice ha sottolineato l’importanza di riconoscere pienamente la violazione subita: Beniamino non è stato risarcito e, ha detto, il disegno di legge in discussione dovrebbe garantire a chi esce dal carcere una cifra mensile per affrontare il reinserimento.

Per la nuova stagione di Splendida cornice Cucciari affronta il ritorno «con lo stupore» e con l’obiettivo di restare fedele al format: un programma costruito sugli ospiti, che la conduttrice definisce attesi e talvolta in promozione. Nella prima puntata ha invitato Roberta Petrelluzzi e Carlo Lucarelli. Ha inoltre rivelato che la produzione è in trattativa con Massimo D’Alema, autore di un libro; allo stesso tempo ha chiarito la sua scelta di non voler ospitare politici in trasmissione.

La sua uscita da Un giorno da pecora, dopo undici anni al fianco di Giorgio Lauro, è stata dolorosa: Cucciari ha raccontato di aver salutato con un lungo post e di aver visto la sua disponibilità a un incastro stagionale non considerata pratica. Ammette di sentire la radio: l’aveva condotta da Milano e resta legata a quel mondo, anche se alcune scelte organizzative hanno privilegiato la presenza continua a Roma.

Sulla propria autoanalisi professionale si è detta severa, ma trova conforto nel confronto con amici e colleghe che guardano il programma insieme a lei. Ha anche ricordato con leggerezza i punti raccolti per le tazze del Mulino Bianco, memoria di un tempo.

Cucciari ha denunciato la violenza verbale sui social: riceve insulti di natura oscena, talvolta configurabili come reato, e auspica una diversa normazione che limiti queste forme di aggressione on line.

Ha presentato la seconda edizione del premio intitolato a Mattia Torre: per lei Torre era soprattutto un amico e le ha insegnato a fidarsi di un testo forte, citando l’esperienza con l’opera Perfetta.

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