Garlasco, la timeline del delitto ricostruisce le mosse nella villetta la mattina del 13 agosto 2007

La dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi nella villetta di via Pascoli a Garlasco è stata ricostruita nei documenti del 2014: passo dopo passo emergono le azioni dell’assassino la mattina del 13 agosto 2007, ora rilette alla luce delle indagini che hanno portato al nuovo indagato Andrea Sempio.

Secondo gli atti, la giovane aprì la porta all’aggressore e non ebbe il tempo di reagire. Venne colpita a pochi passi dall’ingresso, batté il capo e, dopo nuovi colpi, fu sollevata con entrambe le mani — la vittima pesava poco meno di 50 chilogrammi — e scaraventata lungo la ripida scala che porta in cantina. Il corpo si fermò con la testa al nono gradino, orientato verso il basso.

Le tracce sulla scena disegnano movimenti precisi: l’assassino, con mani insanguinate, si fermò sulla soglia delle scale senza scendere alcun gradino; la suola intrisa di sangue si arrestò al livello del piano, dove terminano le mattonelle e iniziano i gradini in marmo. Da lì si muove verso il bagno, si lava le mani e poi percorre la saletta e la cucina fino all’uscita.

Sulla maglia rosa della vittima, all’altezza della spalla sinistra, furono rilevate quattro tracce dei polpastrelli insanguinati dell’assassino e un frammento di impronta palmare nella parte anteriore della stessa maglia. Quei segni non furono analizzati perché, scrivono gli atti, il corpo venne girato e la maglia arrivò al medico legale completamente intrisa di sangue.

Tra le evidenze sul posto c’è anche un’impronta di scarpa con il disegno a pallini: l’ultima perizia indica una taglia 42. Sul dispenser portasapone del bagno rimasero due impronte che la corte attribuì ad Alberto Stasi; quell’oggetto risulta essere stato l’ultimo toccato dall’assassino prima di lasciare la casa, secondo gli atti.

Nei fascicoli compaiono inoltre sei impronte ignote sul muro vicino alla vittima e la cosiddetta impronta n.33, una delle 60 identificate dal Ris nel 2007. Dopo accertamenti successivi, una nuova consulenza tecnica della Procura di Pavia indica che, nella casa dell’indagato Andrea Sempio, è presente un’impronta della mano destra sulla parete delle scale che conducono in cantina.

Negli anni l’indagine ha portato alla condanna a 16 anni per l’allora fidanzato di Chiara, Alberto Stasi. Oggi, con il fascicolo che riguarda Andrea Sempio e le analisi sul materiale trovato sulle unghie della vittima, si attende l’incidente probatorio che dovrà chiarire l’eventuale collegamento. Gli esiti potranno condurre all’apertura di un processo, a ulteriori approfondimenti o all’archiviazione.

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