La difesa di Andrea Sempio ha presentato nuovi accertamenti sulla morte di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007 a Garlasco (Pavia), sostenendo che l’impronta dell’assassino non corrisponderebbe al calzato dell’indagato.
L’avvocato Angela Taccia si è recata oggi in Tribunale a Pavia per ascoltare ulteriori intercettazioni nell’ambito della nuova indagine, e ha annunciato che i legali depositeranno in Procura consulenze che rimettono in discussione la corrispondenza delle impronte rilevate sulla scena.
Secondo le perizie citate dalla difesa, l’impronta attribuita all’assassino sarebbe incompatibile con la misura 44 calzata da Sempio e risulterebbe addirittura più piccola del 42 indicato nella prima inchiesta. I consulenti della difesa riferiscono che l’impronta sarebbe riconducibile a una calzatura di misura 39-40.
Taccia ha indicato che “i nostri nuovi accertamenti forse possono andare anche a vantaggio di Alberto Stasi”, pur precisando che, se l’incompatibilità dell’impronta venisse confermata, la difesa non intende accusare altri soggetti. Sulla possibilità di chiedere un incidente probatorio relativo all’impronta contrassegnata come 33, la legale ha aggiunto di non ritenere certo che quell’impronta contenga sostanza ematica.
Oggi alla Procura di Pavia si è recato anche l’avvocato Giuseppe Colli, uno dei primi difensori di Alberto Stasi dopo il delitto; senza specificare il motivo della visita ha dichiarato, riferendosi a Stasi: “Portiamo fuori questo ragazzo”.
Sulla ricostruzione delle indagini originarie è intervenuto l’ex comandante del Ris Luciano Garofano, ospite della trasmissione condotta da Bruno Vespa, che ha respinto l’ipotesi di errori nelle analisi svolte all’epoca. Garofano ha ricordato come sulle analisi del pedale della bicicletta di Stasi vi siano state risultanze discordanti: un primo esame aveva dato un profilo genetico riferibile a Chiara Poggi, mentre due analisi successive eseguite il giorno dopo risultarono negative.
L’ex ufficiale ha affermato che, pur non potendo ricordare tutti i dettagli a distanza di 19 anni, i dati furono tenuti a disposizione e poi forniti a novembre 2025. Garofano ha inoltre richiamato verbali datati 17, 24 e 25 settembre e la testimonianza del dottor Capra come elementi che, a suo dire, dimostrerebbero che i consulenti hanno potuto vedere quanto era stato effettuato fino a quel momento.
Riguardo alla gestione dei campioni, Garofano ha detto che è possibile che il capitano Marino abbia consumato il materiale necessario per ripetere alcune analisi, e che secondo la sua valutazione quel materiale fosse attribuibile a Chiara Poggi e non era sangue; su un’eventuale confusione o scambio di campioni ha risposto negativamente.