Un volontario di protezione civile di 33 anni, residente a Vieste, è stato arrestato con l’accusa di aver appiccato almeno otto incendi boschivi nel Gargano tra il 31 luglio e il 3 settembre. Secondo l’atto giudiziario, i roghi sarebbero stati innescati con pezzi di carta accesi con un accendino e lanciati nella vegetazione a bordo strada.
L’indagine, condotta dai carabinieri forestali e coordinata dalla Procura di Foggia, è partita dopo i numerosi incendi che a luglio hanno interessato il territorio del Gargano, arrivando in alcuni casi a minacciare spiagge e stabilimenti balneari e determinando evacuazioni precauzionali.
I militari hanno installato telecamere di videosorveglianza nelle aree colpite: secondo l’ordinanza, in tutti gli otto episodi successive la stessa auto – riconducibile al 33enne – è stata ripresa nelle vicinanze poco prima dello scoppio dei fuochi. Le intercettazioni ambientali effettuate all’interno della vettura hanno registrato rumori ritenuti compatibili con la carta stropicciata e l’uso di un accendino.
Gli incendi contestati hanno causato la distruzione di boschi, pinete, macchia mediterranea e un uliveto per decine di ettari. I roghi a Vieste sono stati rilevati il 31 luglio e il 12, 13, 15, 24 e 25 agosto e il 3 settembre, per lo più in località Carabella, talvolta a distanza di poche ore l’uno dall’altro. L’incendio a Peschici è del 30 agosto, in località Coppa La Macchia.
L’uomo è ora in stato di arresto con l’accusa di aver appiccato i roghi dolosi che hanno gravemente danneggiato vaste aree vegetali del Gargano.