Un nucleo perturbato di matrice atlantica determinerà nei prossimi giorni un marcato peggioramento del tempo sull’Italia, con un calo delle temperature di 5-7°C che riporterà i valori nella media stagionale. La Protezione civile ha emanato un codice giallo per l’arcipelago toscano e la costa sud.
Già martedì 6 ottobre si è registrata una crescita dell’instabilità: nuvolosità estesa al Centro-Nord, precipitazioni su Sardegna e regioni tirreniche anche a carattere temporalesco, con debole instabilità in estensione a Sicilia e Calabria e piogge sparse. Al Nord l’instabilità ha interessato soprattutto i settori alpini.
Mercoledì 7 ottobre il fronte freddo ha interessato in particolare il Centro-Nord, causando precipitazioni diffuse e un’intensificazione dei fenomeni nel pomeriggio e in serata.
Per giovedì 8 ottobre è previsto il passaggio della perturbazione sulla maggior parte della penisola. I temporali potranno risultare localmente intensi sui settori tirrenici centro-meridionali; al Nord-Ovest i fenomeni saranno meno continui, ma potrebbero intensificarsi in serata su Triveneto e basso Tirreno. In generale è atteso un calo delle temperature.
Le previsioni per venerdì 9 ottobre e per il weekend indicano una residua instabilità con piogge sparse su Triveneto e su parte del Centro-Sud, alternate a fasi asciutte. Tuttavia l’attendibilità delle proiezioni per il fine settimana resta bassa: è prevista un’aumento della pressione che dovrebbe favorire un graduale ritorno a condizioni più stabili.
Secondo le analisi meteorologiche citate da ilmeteo.it, il sistema perturbato ha origine nel Nord Europa e si è spostato verso la Penisola Iberica; la struttura ciclonica traslerà poi verso est attraversando Francia e Germania e coinvolgendo progressivamente le regioni settentrionali e centrali italiane con incremento della nuvolosità e precipitazioni.
Nel frattempo, si registra attenzione anche per la frana avvenuta sulle Tofane a Cortina d’Ampezzo. Il distacco di un grande costone dalla Tofana di Dentro è stato attribuito, secondo Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana, alla naturale fragilità delle rocce carbonatiche e dolomitiche, probabilmente aggravata dalle temperature eccezionalmente elevate dell’estate. Carosi osserva che, dalle immagini, non sembra essersi trattato di un fenomeno causato da piogge intense. Ha inoltre ricordato che le Dolomiti sono caratterizzate da fratture e faglie che possono favorire il distacco di porzioni di roccia, soprattutto su pareti molto ripide.