Elezioni israeliane, il sostegno di Trump a Netanyahu e l’allarme del WFP per Gaza

Donald Trump ha annunciato il suo appoggio alla ricandidatura di Benjamin Netanyahu in vista delle elezioni parlamentari israeliane del 27 ottobre, definendo il premier «un primo ministro guerriero senza pari» e ribadendo il suo «pieno e incondizionato sostegno» in un post su Truth Social. Netanyahu ha ringraziato pubblicamente su X, promettendo di proseguire «la missione» congiunta.

Il sostegno esterno arriva mentre la campagna si concentra sul tema della sicurezza. Netanyahu ha rivolto un appello agli elettori con il messaggio «o la destra o la Palestina», mettendo in guardia contro un ipotetico governo di Gadi Eisenkot appoggiato da partiti arabo-israeliani. Il premier, che ha quasi 77 anni e guida il Paese da oltre 18 anni, ha detto di non escludere un esito incerto e di essere preoccupato per il risultato elettorale.

Sul fronte umanitario il Programma alimentare mondiale (WFP) ha lanciato un allarme: per carenza di mezzi e finanziamenti l’agenzia dovrà ridurre le operazioni a Gaza e diminuire di 500.000 il numero di persone assistite ogni mese. Il WFP ha spiegato che, a causa di tali «carenze di finanziamenti», mezzo milione di persone perderà l’accesso agli aiuti alimentari, esortando la comunità internazionale a non «distogliere lo sguardo» dalla Striscia devastata dalla guerra iniziata dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

La situazione regionale registra ulteriori tensioni e incidenti. Un volo Austrian Airlines decollato da Tel Aviv e diretto a Vienna (OS82) è stato dirottato su Sofia per una minaccia, atterrando alle 20:42: l’Airbus A320 è stato ispezionato e scortato da un caccia dell’Aeronautica militare; i passeggeri saranno riprenotati su un altro volo. Intanto la marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha riferito che una petroliera è esplosa nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato una mina navale.

La tensione tra Teheran e Tel Aviv è aumentata anche per le dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi su X, che ha replicato alle affermazioni di Netanyahu e avvertito che l’Iran «ha dei lavori da finire», riproponendo un confronto verbale acceso tra le parti.

Nel Golfo e nella penisola arabica proseguono gli scontri. I media degli Houthi hanno riferito di nove morti e 16 feriti per un raid saudita nel governatorato di Saada, mentre la protezione civile saudita ha segnalato sei feriti e danni a Najran per un proiettile lanciato dai ribelli. L’Egitto, riunito nel Consiglio nazionale di Difesa, ha annunciato il via libera a fornire all’Arabia Saudita «tutte le forme di sostegno necessario» per difenderne sicurezza e stabilità e ha promesso sforzi diplomatici per ridurre le tensioni regionali.

Sul versante israelo-palestinese continuano le violenze: l’agenzia di stampa palestinese Wafa ha riferito che una donna di 28 anni, identificata come Wijdan Kamal Shurrab, è stata uccisa in un attacco delle forze israeliane a est di Khan Younis. Fonti ospedaliere hanno inoltre detto ad Al Jazeera che una ragazza è stata uccisa dalle forze israeliane nel campo di al-Maghazi. L’Unione Europea ha condannato le violenze dei coloni ebraici in Cisgiordania, dove episodi contro civili e delegazioni straniere si sono moltiplicati: il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha chiesto l’arresto dei coloni che avrebbero aggredito il sindaco francese in visita a Taybeh, mentre alcuni diplomatici europei sono stati assaliti da coloni israeliani, secondo quanto riferito.

Negli Stati Uniti il senatore Marco Rubio ha espresso forte preoccupazione per le immagini dell’aggressione subita dalla fotoreporter americana Heidi Levine in Cisgiordania, invitando Israele a reprimere la violenza contro giornalisti e civili.

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