Un movimento nato dalla protesta per una tragedia è riuscito a entrare nell’arena politica nazionale e a ribaltare il quadro che per 14 anni aveva visto Aleksandar Vučić al centro del potere.
La mobilitazione studentesca è partita dopo il 1° novembre 2024, quando il crollo di una pensilina nella stazione ferroviaria di Novi Sad causò la morte di 16 persone. I giovani attribuirono le morti alla corruzione e chiesero verità, ottenendo ampia adesione pubblica.
Nel giro di due anni le manifestazioni si sono diffuse in tutto il Paese e il movimento si è organizzato fino a presentarsi alle elezioni anticipate con una lista elettorale chiamata “Lista degli Studenti”. La campagna si è chiusa con una manifestazione di massa a Belgrado il 22 ottobre 2026.
Il movimento non si riconosce in leader o portavoce: tutte le decisioni rilevanti vengono discusse e votate in assemblee — i cosiddetti plenum — nelle facoltà serbe. La lista è stata composta attraverso proposte e una selezione svolta in tutte le università del Paese.
Lo scorso settembre sono stati presentati 250 candidati. Tra questi figurano volti noti insieme a docenti, esperti, atleti, agricoltori e artisti poco conosciuti; nella lista non è indicato il nome di un candidato premier.
Uno dei primi sostenitori del movimento, il professore di psicologia Aleksandar Baucal, è ora inserito nella lista elettorale. Baucal ha spiegato come la determinazione dei giovani nasca da una generazione cresciuta in una società profondamente ingiusta.
Gli studenti attribuiscono il loro successo a metodi democratici e alla solidarietà, opponendosi al populismo del precedente governo. Il movimento è stato descritto come resistente alle repressioni e ha conquistato ampia popolarità tra gli elettori: in Serbia sono chiamati al voto 6,4 milioni di cittadini.
Il programma elettorale è articolato in 11 punti e punta in primo luogo a combattere la corruzione, rafforzare l’indipendenza della magistratura e recuperare patrimoni ottenuti illegalmente. Prevede inoltre interventi contro i funzionari responsabili di abusi, la liberazione del servizio pubblico radiotelevisivo dal controllo politico e la fine delle nomine nelle aziende pubbliche basate sulla fedeltà ai partiti.
Accanto alle riforme istituzionali, la piattaforma include misure sociali ed economiche concrete, tra cui libri scolastici gratuiti e una politica per farmaci meno costosi.