È «una grande emergenza», dice il ministro Gilberto Pichetto Fratin nell’intervista a La Repubblica del 20 settembre 2026, annunciando che il governo sta valutando interventi per sostenere famiglie e imprese e che è pronto a procedere anche senza il via libera della Commissione europea.
Il provvedimento definito decreto Bollette, approvato la scorsa primavera ma ancora inattuato, è al centro del confronto con Bruxelles. Pichetto Fratin sottolinea come il contesto internazionale pesi sulle scelte: «Non dimentichiamo che ci sono due guerre che influenzano molto il settore energetico», ha ricordato, e aggiunge che la trattativa con la Commissione non ha ancora ricevuto l’ok.
Sulla misura pensata per azzerare il differenziale che l’Italia paga sul prezzo del gas il ministro ha annunciato l’intenzione di andare avanti «per l’interesse nazionale», pur citando il dubbio di una possibile procedura di infrazione. Ha detto di «prepararsi ad avviarla».
Il ministro ha manifestato anche apertura rispetto alle proposte per la transizione energetica avanzate dalla segretaria del Pd Elly Schlein, definendole «buone ipotesi» che meritano considerazione, e ha precisato che spetterà alla premier valutare eventuali forme di collaborazione politica.
Sulle risorse, Pichetto Fratin ha ricordato la disponibilità di 14 miliardi di scostamento da destinare alla transizione. Tra le azioni in via di definizione ci sono incentivi per l’installazione di pompe di calore nelle abitazioni e investimenti per gli accumuli di energia rinnovabile; una lista di interventi sarà poi presentata all’Europa.
Quanto al mix energetico, il ministro ha ribadito la necessità che rinnovabili e nucleare «coesistano e camminino insieme», motivando la scelta con i limiti degli accumuli: «durano quattro ore», ha rilevato, e per sostituire gas e petrolio servirà «una fonte sicura, costante e programmabile». Secondo Pichetto Fratin, solo con un nucleare sostenibile l’Italia potrà mantenersi tra i Paesi di testa in Europa.