Cordata di Federacciai entra nella trattativa per l’ex Ilva, esclusa l’area a caldo di Taranto

La Federazione Imprese Siderurgiche Italiane ha ufficializzato la presentazione di una manifestazione d’interesse per gli stabilimenti dell’ex Ilva. La decisione è stata assunta e sottoscritta da una cordata formata da 14 imprese associate, dopo l’incontro del 5 agosto con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso.

L’adesione al processo consente al gruppo italiano di accedere a tutte le informazioni del polo siderurgico, dai flussi in entrata e in uscita dei beni alla situazione dei lavoratori, fino ai dati sulla produzione dell’acciaio, e garantisce la possibilità di effettuare sopralluoghi sui siti.

L’eventuale offerta riguarderà tutti gli stabilimenti indicati: Genova, Novi Ligure, Racconigi e Taranto, inclusi hub integrati come Porto Marghera. Tuttavia il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, ha precisato che per Taranto non sarà presa in considerazione l’area a caldo, definita soggetta a “condizioni abilitanti multiple”.

L’esclusione riguarda gli impianti interessati dal decreto della Corte d’Appello di Milano che prevedono lo stop per motivi legati alla presenza di amianto e di polveri sottili. La mossa della cordata italiana apre così una sfida diretta al gruppo indiano Jindal, che invece punta ad acquisire l’intero perimetro aziendale dell’ex Ilva, compresa l’area a caldo.

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