Nel pomeriggio del 29 ottobre un elicottero CH‑47 dell’Esercito italiano impegnato nella missione Eufor Althea è precipitato nella località di Gorice, vicino a Brčko, in Bosnia‑Erzegovina. L’incidente, avvenuto intorno alle ore 16, ha causato la morte di quattro persone e il ferimento di altre undici, secondo quanto reso noto dal ministero della Difesa.
A bordo del velivolo si trovavano 15 persone. Tra le vittime ci sono due militari dell’Aviazione dell’Esercito e due membri del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana: il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. I feriti sono stati ricoverati negli ospedali di Brčko e di Tuzla; al momento le autorità italiane riferiscono che nessuno versa in pericolo di vita.
La Difesa ha disposto l’invio di un’equipe medica italiana per garantire assistenza ai feriti e ha informato le famiglie delle vittime prima di rendere pubblici i dettagli dell’incidente. Sono state inoltre avviate le indagini per ricostruire la dinamica e chiarire le cause dell’accaduto.
La missione Eufor ha confermato che il velivolo si è schiantato durante un’operazione di routine nell’area di Brčko, precisando che non risultano danni a infrastrutture civili né feriti tra la popolazione locale. Un video diffuso sui social mostra il momento dell’impatto; si tratta dell’incidente più grave legato all’operazione Althea dal 2008, quando un elicottero macedone si schiantò causando undici vittime.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso cordoglio su X e ha annunciato che l’evento avrà ripercussioni sul programma della Festa delle Forze Armate del 4 novembre: la cerimonia di inaugurazione del Villaggio Difesa prevista per il giorno successivo è stata annullata. Il Villaggio aprirà comunque al pubblico il 30 ottobre alle ore 14:00, ma non come festa: diventerà un luogo di omaggio per le vittime.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha manifestato “profonda commozione” e ha chiesto che il suo cordoglio venga trasmesso all’Esercito e al Corpo Militare della Croce Rossa. La premier Giorgia Meloni ha rivolto vicinanza alle famiglie delle vittime e a chi è impegnato nella missione. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha definito la tragedia motivo di grande dolore; l’ambasciatrice d’Italia a Sarajevo, Sarah Castellani, si è recata a Brčko e ha visitato gli ospedali dove sono ricoverati i feriti.
Tajani è rimasto in contatto con la Farnesina e ha facilitato una telefonata tra il pilota al comando del velivolo, il maggiore Gabriele Nori, e le autorità italiane; il ministro ha annunciato che visiterà il Villaggio Difesa per rinnovare il cordoglio alle Forze armate.