Ceuta, quattro militari feriti in scontri durante le tensioni: Madrid nega responsabilità del Marocco

Madrid — Nella notte a Ceuta si sono verificati nuovi scontri tra gruppi di migranti e le forze militari, che hanno provocato il ferimento di quattro militari e l’arresto di almeno 12 persone. Lo ha ricostruito la stampa locale e la radio-tv pubblica spagnola Rtve.

L’episodio principale è avvenuto nella zona di Benzú intorno alle 5:30, quando un veicolo militare non blindato fermo a un semaforo è stato preso di mira da persone che, secondo El Faro de Ceuta, sono sbucate da più direzioni e hanno lanciato grosse pietre. I quattro militari, costretti a fuggire a piedi, sono rimasti feriti durante quella che il media descrive come un’imboscata organizzata da un gruppo di 30-40 migranti. Sul posto sono poi intervenuti agenti della polizia e della Guardia Civil.

Rtve riferisce inoltre che proprio a Benzú si è consumato uno scontro tra un gruppo di migranti e militari che si è concluso con l’arresto di almeno 12 persone; le persone fermate sono tutte di nazionalità marocchina e hanno un’età compresa tra i 35 e i 40 anni. Altri migranti, riporta la cronaca, hanno tentato la fuga gettandosi in mare. Parallelamente, un gruppo di manifestanti si è recato sulla spiaggia del Trampolín e ha cercato autonomamente di allontanare i migranti accampati; la polizia è intervenuta per ristabilire la calma.

I fatti avvengono mentre a Ceuta restano ancora alcune migliaia di migranti dopo gli arrivi in massa dalla costa marocchina alla fine di luglio. Nel dibattito politico a Madrid il governo respinge le accuse di chi, tra le opposizioni di Pp e Vox, sostiene che Rabat abbia orchestrato gli ingressi. In audizione alla Commissione mista sulla Sicurezza del Congresso dei deputati, il ministro della Presidenza, della Giustizia e dei Rapporti con il Parlamento, Félix Bolaños, ha dichiarato che “non ci sono prove di alcun tipo che il Marocco abbia guidato, incoraggiato o diretto l’ingresso di migranti a Ceuta”. Bolaños ha anche criticato la reazione di alcuni Paesi europei definendola inadeguata rispetto alla portata della crisi e ha collegato il ripristino dei controlli alle frontiere, adottato da altri Stati, a scelte di politica interna. Madrid ha programmato controlli sui passeggeri provenienti dall’Italia fino al 7 settembre, in risposta al provvedimento italiano che dal primo agosto ha temporaneamente ripristinato i controlli alle frontiere con la Spagna.

Sull’aspetto sanitario, la ministra della Salute, Monica Garcia, ha segnalato in audizione al Congresso che, secondo il Centro di Coordinamento per Allerte Sanitarie ed Emergenze, il rischio di contagio tra la popolazione migrante a Ceuta è “moderato” e deriva dalle condizioni igienico-sanitarie in cui le persone si trovano, mentre il rischio per i residenti è considerato basso. Garcia ha respinto la proposta dell’opposizione di confinare i migranti, definendola “ingiustificata ed inefficace”, e ribadito che “i migranti non portano le malattie”, sottolineando invece la necessità di garantire cibo, acqua potabile e condizioni igieniche adeguate.

La ministra ha poi fornito dati sui casi rilevati: tre casi di tubercolosi (di cui due non contagiosi e uno preesistente agli arrivi), tre sospetti casi di varicella in attesa di conferma non collegati alla crisi, 60 casi di gastroenterite attribuiti a cibo e acqua non sicuri e la presenza di scabbia per la quale è stato somministrato trattamento. Garcia ha negato che il sistema sanitario a Ceuta sia al collasso.

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