La difesa di Alberto Stasi ha ottenuto solo nel 2025 le analisi originali del RIS relative al Dna trovato sui pedali della sua bicicletta, nonostante le richieste giudiziarie ripetute nel tempo. Lo ha riferito Ugo Ricci, genetista forense e consulente degli avvocati della difesa, durante il talkcast Cloud di Rainews.it dedicato al caso Garlasco.
Secondo Ricci, la difesa aveva chiesto di visionare quei dati per otto volte nel corso degli anni. Solo con l’acquisizione da parte della Procura della Repubblica nel 2025 la documentazione è stata poi messa a disposizione degli esperti della difesa.
Nel riesame dei materiali, condotto insieme al dottor Linarello, Ricci afferma di aver riscontrato risultati che li hanno “sbigottiti”. I consulenti hanno comunicato di essersi confrontati ripetutamente durante l’estate perché non credevano a quanto emergeva dai dati.
L’elemento centrale della segnalazione riguarda la stessa traccia analizzata in due giorni consecutivi. I campioni BUP prelevati dai due pedali della bicicletta, esaminati il 19 settembre, avrebbero fornito un profilo definito come quello di Chiara Poggi; le analisi ripetute il 20 settembre da un altro consulente, invece, risultano completamente negative.
La posizione della difesa e le osservazioni tecniche raccolte dagli esperti sono state presentate nel corso del confronto pubblico su Rainews.it. Al momento non sono riportate ulteriori precisazioni sulla natura delle incongruenze o sulle eventuali ripercussioni processuali.