Alphadjo Cissè, il 19enne che decide il debutto del Milan: dal quartiere di Treviso alla firma da 8 milioni

MILANO — Alphadjo Cissè ha firmato il primo momento che tutti ricorderanno del suo esordio in rossonero: a Torino il diciannovenne ha segnato il gol decisivo con uno stop e destro al volo, trasformando la partita d’esordio del Milan in una vittoria che ha confermato le attese su di lui.

Il giovane, arrivato dal Catanzaro, ha convinto subito l’allenatore Rúben Amorim: il tecnico lo aveva elogiato pubblicamente prima della partita e la rete contro il Torino ha consolidato il suo ruolo nella rotazione offensiva. Dopo il gol Cissè è tornato in panchina e si è seduto con la serenità di chi ha appena finito un allenamento.

Il percorso fino al palcoscenico della Serie A è passato per più tappe. Nato a Treviso il 22 ottobre 2006 da genitori guineani, ha iniziato a giocare nella Polisportiva Indomita del quartiere San Liberale, poi è arrivato al Verona prima dei 14 anni, dove ha scalato tutte le categorie giovanili. In Primavera è stato impiegato da mezzala offensiva e in un campionato ha segnato 16 gol.

Il debutto in Serie A risale al 26 maggio 2024, in una partita contro l’Inter. Successivamente è entrato nel giro delle nazionali giovanili fino all’Under 21. Al Catanzaro, sotto la guida di Alberto Aquilani — che in carriera aveva collezionato 23 presenze e un gol con il Milan da giocatore — Cissè ha disputato 22 partite, realizzando 5 gol e un assist prima di fermarsi per un infortunio all’adduttore.

Il trasferimento al Milan ha avuto un’accelerazione a sorpresa. A febbraio il PSV aveva quasi chiuso l’operazione e aveva addirittura organizzato il viaggio in Olanda per le visite mediche, ma in 24 ore la società rossonera, grazie all’intervento di Furlani e Moncada, ha definito l’acquisto per 8 milioni più 2 di bonus. Cissè ha raccontato di aver avuto pochi dubbi nel preferire il Milan.

Sul campo il giovane parte volentieri da sinistra, calcia di destro e non ha timore a tirare i rigori; in allenamento e nelle amichevoli ha già lasciato il segno, tra cui una rete al Manchester United che ha accelerato la sua ascesa nelle gerarchie. I suoi allenatori più recenti raccontano di un ragazzo che gioca «come al campetto», senza sentire la pressione.

La vita privata restituisce l’immagine di un diciannovenne legato alla famiglia. Papà Saloussy, operaio, e mamma Habibatou, cameriera in hotel, si sono trasferiti dalla Guinea e si sono stabiliti a Treviso: il ragazzo ricorda i loro sacrifici e ha come primo obiettivo quello di ripagarli, con il sogno dichiarato di comprargli una casa e farli smettere di lavorare. In famiglia ci sono anche la sorella maggiore Aminata e il fratellino Karamba, di cui Cissè dice di sentirsi responsabile; entrambi hanno subito episodi di razzismo, e il consiglio della famiglia è stato di non lasciarsi condizionare dalla cattiveria altrui.

Fuori dal campo, il suo tempo libero passa tra PlayStation — dove predilige il Liverpool in FC26 — Netflix, gli amici e lo studio per la patente. Per i 19 anni la madre ha preso un giorno di ferie per andarlo a trovare a Catanzaro con la sorella; la mattina dopo, al campo, ha offerto paste per tutti. La fidanzata Bianca è rimasta a Treviso per terminare la scuola e gli ha regalato un viaggio a Londra.

Per ora la Nazionale resta un sogno ambito ma non unico: al primo posto per Cissè sono i genitori e la volontà di restituire quanto hanno fatto per lui. Il gol al Torino è un primo passo pratico verso quell’obiettivo.

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