27/08/2026 — Corrispondente da Pechino, Nello Puorto
Una violenta ondata di acqua e detriti ha investito villaggi al confine tra il Nepal e il Tibet, causando una massiccia emergenza umanitaria: le autorità parlano di almeno 160 morti e di centinaia di persone disperse, tra cui molti turisti stranieri.
La polizia nepalese ha recuperato 157 corpi, cifra che porta il bilancio complessivo a un minimo di 160 vittime. I media statali cinesi avevano poco prima riferito di 3 morti e 265 persone disperse in una città di confine colpita da una frana.
Video di sorveglianza verificati dall’Afp mostrano scene di distruzione: edifici più piani travolti da una corrente improvvisa e, in un’altra immagine controllata, un’onda imponente che travolge un parcheggio sul fiume, spazzando via autobus ed edifici.
Il primo ministro nepalese Balendra Shah ha rivolto un appello alla popolazione chiedendo unità e ha assicurato che “Lo Stato è al vostro fianco con tutti i suoi mezzi e risorse”.
Le autorità tibetane hanno mobilitato circa 800 soccorritori, 150 veicoli, cani da ricerca e motovedette per le operazioni di soccorso. In Nepal la polizia ha continuato le evacuazioni delle famiglie che vivono nelle zone a rischio alluvione e i soccorritori hanno proseguito le ricerche di eventuali sopravvissuti tra fango e macerie, dopo che i torrenti fangosi hanno sommerso i piani inferiori di diversi edifici.
Il ministero del Turismo ha reso noto che oltre 400 turisti risultavano dispersi diverse ore dopo il disastro, di cui 341 stranieri. Tra gli stranieri coinvolti ci sono due cittadini italiani; le autorità riferiscono che stanno bene.
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono in condizioni difficili mentre il bilancio delle vittime e dei dispersi è considerato destinato a crescere.