Allarme Polizia Postale: crescono le truffe su WhatsApp con account compromessi che chiedono soldi

29 agosto 2026 — La Polizia Postale e della sicurezza cibernetica ha lanciato un nuovo allarme sulle truffe diffuse tramite WhatsApp. Il metodo sfrutta account reali, ora compromessi, per inviare richieste di denaro ai contatti della vittima.

Secondo gli investigatori, il meccanismo punta sulla fiducia instaurata tra amici, colleghi e familiari: una volta preso il controllo di un profilo, il truffatore invia messaggi che sembrano provenire da una persona conosciuta chiedendo bonifici, ricariche telefoniche o altri pagamenti con carattere di urgenza.

Negli ultimi mesi le segnalazioni di questo tipo sono aumentate, pur non trattandosi di un fenomeno nuovo. Tra i pretesti citati dal Cert-Agid figurano spese impreviste e presunte necessità mediche.

Una variante della truffa passa tramite link inseriti nelle chat: cliccandoli l’utente può essere indirizzato verso pagine costruite per sembrare autentiche e indotto a inserire dati personali, credenziali o codici di verifica. Gli investigatori raccomandano di non compilare informazioni su pagine raggiunte da collegamenti sospetti.

La Polizia Postale indica regole precise per difendersi: interrompere la conversazione prima di effettuare pagamenti e verificare l’identità del mittente utilizzando il numero già conosciuto o parlando a voce con la persona interessata. Anche il Cert-Agid suggerisce di usare un canale diverso da quello della chat da cui è arrivata la richiesta.

Gli esperti avvertono che l’urgenza, soprattutto quando accompagna la richiesta di trasferire denaro immediatamente, rappresenta un segnale d’allarme e dovrebbe indurre a sospendere ogni azione finché non sia stata accertata la reale provenienza della richiesta.

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