Gli incendi che da lunedì sera colpiscono il nord-est dell’Algeria hanno causato almeno 69 morti e numerosi feriti, secondo il bilancio reso noto dall’ospedale di El Milia, nella provincia costiera di Jijel. La zona è interessata da roghi intensi alimentati da raffiche di scirocco e da un’ondata di caldo estremo.
Nella sola Algeria orientale sono stati segnalati sette grandi fronti di fuoco. I focolai hanno interessato diversi comuni, tra cui El Ansar, El Djemaa, Beni Habibi e Belhadf Sidi Maarouf. Poco distante dall’ospedale di El Milia è divampato un nuovo incendio accompagnato da forti raffiche di vento.
La Protezione Civile ha contato 193 focolai in totale: 147 sono stati domati, mentre 46 restano ancora attivi. Molte famiglie sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni. Numerosi video pubblicati sui social mostrano vaste aree avvolte dalle fiamme.
Una parte consistente degli incendi è scoppiata in Cabilia, la regione montuosa del nord, con particolare intensità nella zona di Tizi Ouzou, a circa 100 chilometri a est di Algeri.
Il presidente Abdelmadjid Tebboune ha decretato tre giorni di lutto nazionale, durante i quali le bandiere saranno esposte a mezz’asta, e ha disposto la cancellazione di eventi festivi e competizioni sportive nazionali. Le autorità algerine hanno mobilitato mezzi terrestri e aerei per le operazioni di spegnimento.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato l’invio di due aerei antincendio Canadair e di un aereo di comando per supportare le operazioni.