La pubblicazione di Repubblica su possibili nuovi invii italiani all’Ucraina ha acceso una nuova polemica politica sul tipo e sulle modalità degli aiuti. Secondo il quotidiano, oltre ai generatori annunciati, il governo starebbe preparando un pacchetto che includerebbe batterie SAMP‑T, missili Aster e radar.
Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ha reagito su Instagram sostenendo che «le armi le mandano. Agli italiani non lo dicono» e chiedendo un immediato chiarimento da parte di Giorgia Meloni, del ministro della Difesa e del ministro degli Esteri. Vannacci ha aggiunto che richiedere chiarezza non equivale a schierarsi con Mosca.
Dalla minoranza, il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova ha sollecitato la spiegazione del governo sulla possibilità che l’Italia fornisca, congiuntamente alla Francia, dotazioni antimissile per contrastare gli attacchi russi contro i civili ucraini.
Anche la deputata di Azione Daniela Ruffino ha chiesto che «la presidente Meloni farà bene a chiarire in Parlamento e al Paese il tipo di aiuti che l’Italia fornisce e fornirà all’Ucraina».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto al Meeting di Rimini, ha ricordato che l’Italia sostiene l’Ucraina sul piano politico, finanziario ed energetico e ha riferito che la Difesa sta elaborando un nuovo pacchetto. Tajani ha detto che, prima dell’invio, il pacchetto passerà attraverso il Copasir, che sarà informato come in passato, e ha indicato che la firma finale sul pacchetto sarà dei ministri interessati, con tempi «abbastanza rapidi».
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha contestato alcune ricostruzioni giornalistiche definendole «straparla» e ha invitato a «serietà e verità» nel dibattito. Crosetto ha sottolineato che la disponibilità, insieme a Francia e Regno Unito, di fornire tecnologia per permettere all’Ucraina di costruirsi una difesa aerea «non è una novità» ed è stata una scelta di buonsenso.
Il ministro ha inoltre richiamato il quadro autorizzativo: il Parlamento ha autorizzato l’invio di aiuti, sia civili sia militari, anche per il 2026; fino a oggi, ha detto, non sono state inviate risorse finanziarie ma beni materiali. Crosetto ha ricordato alcuni aiuti civili già forniti, tra cui oltre 300 generatori elettrici e macchinari per ospedali pediatrici, e ha affermato che per il 2026 «nessuna» forma di aiuti è stata formalizzata ad oggi.
Sulla procedura, Crosetto ha spiegato che quando viene predisposto un pacchetto utile alla difesa o alla sopravvivenza di un Paese aggredito si prepara un decreto che, prima dell’adozione in forma secretata, viene illustrato al presidente del Copasir e ai suoi membri, permettendo ai rappresentanti di maggioranza e opposizione di esserne a piena conoscenza.