È scomparsa oggi, a ottant’anni, Dolly Parton, artista che per sessant’anni ha messo in crisi il pregiudizio rurale contro l’ornamento nel country, fondendo look esagerati e canzoni profondamente radicate nella tradizione appalachiana.
Mentre il genere spesso privilegiava il denim e l’aspetto “schivo”, Parton scelse l’opposto: migliaia di strass cuciti a mano, parrucche cotonate, abiti attillati e un trucco studiato divennero il suo tratto distintivo, accanto a testi essenziali e musiche profonde.
Tra il 1967 e il 1974, nel Porter Wagoner Show andarono in onda 218 puntate in cui comparivano due figure ricoperte di paillettes. Wagoner indossava le giacche firmate da Nudie Cohn; Parton sfoggiava parrucche e abiti aderenti. Al termine della loro convivenza televisiva, la percezione pubblica differenziò il valore artistico in base al sesso: allo strass su un uomo si dava valore folklorico, mentre sulla donna veniva attribuito un significato sprezzante.
Parton rispose aumentando la posta in gioco: costruì deliberatamente una femminilità artificiale che alcuni critici avrebbero analizzato decenni dopo in chiave teorica, e mise alla prova l’idea dell’“originale” partecipando, senza rivelarsi, a un concorso di sosia da cui uscì battuta da una drag queen.
Sul piano musicale la sua opera resta centrale. Jolene, incisa nel 1973, si regge su un giro modale che richiama le ballate scozzesi e irlandesi tramandate negli Appalachi; il testo usa una formula di supplica antica. I Will Always Love You è il congedo da una collaborazione professionale scritto senza rancore: la sua ossatura è rimasta riconoscibile anche nella versione monumentale di Whitney Houston del 1992.
Quando l’ufficio di Elvis Presley pretese metà dei diritti editoriali in cambio dell’incisione del brano, Parton rifiutò, trascorse la notte a piangere e mantenne la titolarità del pezzo: una decisione che si è rivelata la più remunerativa presa da un’autrice country.
Il bilancio lascia poco spazio a semplificazioni. L’artista giudicata per il suo look ha firmato il repertorio più fedele alla tradizione appalachiana della sua generazione, ha costruito un’impresa che ha creato lavoro nella contea da cui era partita e ha anticipato, con il suo gesto estetico, riflessioni teoriche sul genere. Lo fece mantenendo la parrucca dritta, il rossetto perfetto e la volontà di lasciare che gli ultimi continuassero a sottovalutarla.