A Goteborg le azzurre hanno imposto il proprio ritmo: Italia‑Svezia finisce 3-0 con i parziali di 25-18, 25-23 e 25-14, risultato che vale la terza vittoria consecutiva nel girone dopo i successi contro Croazia e Montenegro.
Il primo set è stato dominato sin dall’avvio. Antropova si è messa in evidenza con nove punti nella frazione e ha chiuso il parziale sul 25-18 con un diagonale potente. La formazione confermata alla vigilia prevedeva Egonu opposto, Orro palleggiatrice, Sylla e Antropova schiacciatrici, Danesi e Fahr centrali, Fersino libero.
Il secondo set è stato il più combattuto. L’Italia ha trovato il break con ace e muri, ma la Svezia è sempre rimasta a contatto e ha guadagnato anche un vantaggio di due punti prima del finale. Un muro di Fahr e un errore di Hellvig hanno fissato il 25-23 che ha portato le azzurre sul 2-0. Nel corso della frazione Velasco ha scelto un doppio cambio, inserendo Adigwe e Cambi: la 19enne Adigwe è risultata decisiva nel punto del pareggio che ha costretto la Svezia al timeout.
Nel terzo set l’Italia ha ripreso il controllo totale del gioco. Danesi ha finalizzato un primo tempo efficace, Antropova ha firmato due ace consecutivi e Sylla ha murato per allungare: sul 23-12 l’Italia ha amministrato fino all’errore di Tabron che ha regalato il punto finale del 25-14.
A livello di punti individuali Antropova è risultata top scorer con 19 punti; alle sue spalle Paola Egonu con 14 e Sara Fahr con 11. Per la Svezia Isabelle Haak ha segnato 15 punti, portando più volte in difficoltà le azzurre.
Dopo il match Julio Velasco ha sottolineato la crescita della squadra, spiegando che la Svezia ha creato momenti di difficoltà e che Haak è stata difficile da fermare, ma che l’Italia ha saputo difendere e attaccare meglio. “La squadra sta crescendo”, ha detto l’allenatore, aggiungendo che Egonu, dopo un time‑out, ha trovato diversi muri e ha costretto le attaccanti avversarie all’errore.
Le azzurre osserveranno un giorno di riposo lunedì; il prossimo impegno del girone è fissato per martedì contro la Slovacchia.