Il Forum Ambrosetti chiude a Cernobbio il 6 settembre 2026 con uno scontro netto tra platea e palco: il sondaggio Teha tra oltre duecento imprenditori e manager assegna al governo un giudizio positivo nel 68,3% dei casi, ma i leader dell’opposizione usano la ribalta per attaccare l’esecutivo su più fronti.
Secondo il rilevamento presentato a Villa d’Este, il voto più frequente è stato un 7 su 9, scelto da un intervistato su tre. Le forze di opposizione raccolgono invece un giudizio negativo dall’83% del campione, dieci punti in più rispetto al 2025.
All’arrivo a Villa d’Este Matteo Renzi ha messo in dubbio il valore del sondaggio, osservando che il giudizio reale si misura “al supermercato e dal benzinaio” e affermando di avere l’impressione che fuori dall’hotel molti ritengano che Giorgia Meloni non sia stata all’altezza delle aspettative. Più tardi ha rivendicato la necessità di una spesa per la difesa con carattere europeo e ha collegato il tema al rientro dei cervelli, proponendo un uso “dual use” delle competenze.
Elly Schlein ha contestato la politica economica sull’occupazione e la crescita, citando il caso di Taranto dove, ha detto, “arrivano 2500 lettere di licenziamento” e sostenendo che con la crescita a zero l’Italia è il fanalino di coda del G20. Di fronte a una platea in cui erano presenti anche Paolo Gentiloni ed Enrico Letta, la segretaria dem ha criticato il meccanismo dell’unanimità nell’Unione europea, invocando invece “cooperazioni rafforzate” e investimenti comuni.
Sulla difesa Schlein ha attaccato la linea del governo, sostenendo che accettare il tetto del 5% della spesa militare senza puntare su un esercito comune europeo “vuol dire solo una cosa: comprare più armi da Trump”, e ha aggiunto che la corsa al riarmo dei singoli Stati non aumenta né l’efficienza della spesa né la deterrenza. Sul fronte energetico ha portato all’attenzione dei presenti la proposta dei 14 miliardi di flessibilità comunitaria per accelerare la decarbonizzazione e ridurre i costi dell’energia, fondi che Bruxelles avrebbe autorizzato a usare “per fare ciò che in quattro anni non ha fatto”.
Giuseppe Conte, intervenuto da remoto, ha tracciato un bilancio critico dei quattro anni di governo, affermando che la stabilità potrebbe essere stata “un aggravante” rispetto a ciò che si sarebbe potuto realizzare e denunciando l’impoverimento del ceto medio: per lui l’aumento dell’occupazione superiore alla crescita del Pil è segno di scarsa produttività. Conte ha definito “irresponsabili” alcuni impegni Nato e ha ribadito che “mai potremmo sostenere questo impegno”. Ha poi rilanciato la sua proposta di un fondo sovrano nazionale basato su asset non utilizzati dallo Stato e su un grande risparmio privato.
Sulla calendarizzazione delle elezioni, sia Renzi sia Conte hanno indicato maggio come finestra preferibile, perché evita la campagna estiva; Conte ha usato un paragone con il Palio di Siena per descrivere la dinamica delle decisioni sulla data del voto, citando implicitamente il ruolo della leader di governo e l’abitudine di Matteo Salvini a essere in ritardo.
Angelo Bonelli ha preso posizione sulle polemiche dei giorni precedenti su Roberto Vannacci, condannando chi mette in discussione l’esistenza del femminicidio o propugna teorie di supremazia razziale e sostenendo che vanno contrastati perché “creano un disagio”. Sul fronte dell’alleanza politica ha preferito non indicare nomi per la guida della coalizione, rimandando la scelta alla scrittura del programma, ma ha indicato agli imprenditori la disponibilità a governare e collaborare pur chiedendo un cambio di rotta che ponga la crisi climatica al centro.