Il tribunale di Namur ha condannato il 20 agosto 2026 Gregory Lenoci a 17 anni di carcere per tentato omicidio premeditato: il giudice ha ritenuto provata la volontà di provocare conseguenze potenzialmente mortali nell’aggressione subita da Marc P., vicino di casa ritenuto responsabile di abusi su minori.
I fatti risalgono a luglio 2025 a Jambes, nella zona di Namur. Il figliastro di Lenoci, un bambino di sei anni, aveva riferito alla famiglia l’esistenza di un “gioco segreto” avvenuto nella casa di Marc P., dove era stata allestita una sorta di sala giochi frequentata anche da altri bambini. Dopo la segnalazione, il 23 luglio 2025 Lenoci presentò denuncia alla polizia e venne programmata un’audizione specialistica del minore.
Marc P. aveva precedenti: nel 2020 era stato condannato a 37 mesi di carcere con sospensione della pena per una tentata violenza sessuale e altri atti sessuali su un minore di età inferiore ai dieci anni, e avrebbe dovuto rispettare il divieto di frequentare minori. Circa un mese prima dell’aggressione un altro genitore aveva denunciato presunti abusi su una bambina di sette anni.
Il giorno dopo la denuncia, il 24 luglio 2025, Lenoci invitò Marc P. a casa con il pretesto di chiarire quanto accaduto. Secondo la ricostruzione processuale dell’imputato, durante il confronto il vicino avrebbe ammesso il carattere sessuale del “gioco segreto”; non esiste però una confessione registrata. Al termine dell’incontro Lenoci lo aggredì violentemente: l’uomo fu colpito ripetutamente, parte dell’aggressione venne ripresa con un telefono, e i soccorritori lo trovarono incosciente e gravemente ferito.
Le conseguenze per la vittima sono state gravi. A quasi un anno di distanza dall’aggressione Marc P. è in stato semi‑vegetativo, incapace di comunicare, muoversi autonomamente o alimentarsi senza assistenza. Dopo il pestaggio Lenoci fuggì e rimase irreperibile per cinque giorni prima di costituirsi spontaneamente alla polizia.
Nel corso del processo la difesa ha sostenuto che Lenoci avesse agito travolto dalla rabbia senza intenzione di uccidere. Il tribunale ha però ritenuto la tesi non convincente: a suo avviso la violenza dei colpi, le zone del corpo prese di mira, alcune dichiarazioni rese dall’imputato prima dell’aggressione e la circostanza che parte dell’azione fosse stata filmata indicano la premeditazione. Hanno influito sulla pena anche i precedenti giudiziari di Lenoci, compresa una condanna per fatti di violenza.
Non è invece stato giudiziariamente accertato che Marc P. avesse abusato del figliastro di Lenoci. L’inchiesta su quel presunto abuso ha registrato difficoltà dopo il pestaggio: le condizioni neurologiche dell’accusato hanno impedito agli investigatori di interrogarlo. Nel dicembre 2025 il pubblico ministero aveva chiesto il non luogo a procedere per insufficienza di prove. Sul telefono di Marc P. furono trovate decine di fotografie di bambini, elemento che però non è stato ritenuto, da solo, sufficiente a provare l’abuso denunciato.
Il caso ha suscitato proteste e reazioni politiche e ha sollevato interrogativi sul comportamento delle autorità: il Comité P ha avviato verifiche sulla gestione delle precedenti segnalazioni e anche la procura di Liegi ha aperto un fascicolo per valutare possibili omissioni. Il presidente del Movimento riformatore Georges‑Louis Bouchez ha definito la condanna sproporzionata, pur sottolineando che nessuno può sostituirsi alla giustizia. La difesa ha già annunciato ricorso in appello; il procedimento, quindi, resta aperto.