Londra, 21 agosto 2026 – Ridley Scott ha illustrato alla stampa internazionale la genesi e la visione del suo nuovo film, The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, adattamento del romanzo di Peter Heller in cui la sopravvivenza è il nucleo drammatico dopo che un virus ha quasi azzerato la popolazione mondiale.
Il regista ha spiegato che il passaggio dal libro al cinema ha richiesto scelte narrative precise: alcuni momenti sono stati ridotti o riscritti e il terzo atto è stato modificato. Se nel romanzo si cerca un santuario, nel film Scott ha voluto trasformare quel punto d’arrivo in una “fabbrica di cibo”, scelta motivata dalla necessità di servire al meglio la storia cinematografica.
Scott ha sottolineato il legame del film con l’attualità: “Molto di quello che vediamo nel film sta già succedendo”. Ha aggiunto di seguire i notiziari internazionali due volte al giorno e di ritenere che, oltre al cambiamento climatico, vi siano molti paesi alle prese con caos e calamità. Per Scott l’intrattenimento deve anche stimolare la riflessione, pur senza rinunciare a tocchi di umorismo che bilancino il tono cupo della vicenda.
Il regista ha poi richiamato una vicenda personale: un progetto non realizzato negli anni Novanta con Jodie Foster su un’epidemia di ebola in Africa occidentale, osservando che una crisi simile si è ripresentata e che è “fuori controllo perché sono stati tagliati a livello globale i fondi della sanità per i Centers for Disease Control and Prevention”.
Nel presentare il film, Scott era affiancato dal cast principale: Josh Brolin, Guy Pearce e Jacob Elordi. Brolin ha descritto il set come un ambiente creativo dove si riscrive e si sperimenta durante le riprese; nel film interpreta Bangley, un ex marine pragmatico che fa da contrappeso ai sogni del protagonista. Elordi, al suo primo lavoro con Scott, è il protagonista Hig, un ex pilota civile disposto a volare verso l’ignoto per cercare altri sopravvissuti.
Un elemento centrale della storia è il rapporto tra Hig e il suo cane Jasper. Elordi ha raccontato che sono stati usati diversi cani per il ruolo e che, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, rispondono meglio a salumi e cibi freddi rispetto ai classici premietti tradizionali, rendendo il lavoro con loro spontaneo e speciale.
Le riprese si sono svolte in varie località italiane: Dolomiti, Friuli, Prealpi del Cansiglio, Abruzzo, campagna romana e a Cinecittà. Scott ha spiegato che la scelta dell’Italia è stata dettata da ragioni pratiche ed estetiche, e ha ammesso con ironia di aver preferito le Dolomiti al Canada anche per la qualità del cibo incontrato durante i sopralluoghi.
Elordi ha sottolineato l’impatto di girare in luoghi con una storia cinematografica così profonda, citando Cinecittà e l’eredità di registi come Fellini. Scott ha aggiunto che il cinema italiano e francese sono stati la sua vera scuola più che Hollywood; ha ricordato di aver incontrato Federico Fellini e Sergio Leone e di conservere nella memoria la visita al set della grande barca di Fellini e il ricordo dello stile personale del maestro.
The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, distribuito da The Walt Disney Company Italia, uscirà nelle sale il 26 agosto.