Accuse di legami con Mosca scuotono la presidenza slovena: scatta la verifica dei servizi

A Lubiana la presidenza è finita sotto la lente dei partiti e dei servizi di intelligence dopo accuse rivolte alla presidente Natasha Pirc Musar di possibili legami con una rete di spionaggio russa.

L’iniziativa è partita dal deputato Žan Mahnič dell’SDS, che ha chiesto al governo di sospendere temporaneamente l’invio di rapporti riservati all’ufficio presidenziale. Mahnič ha parlato di sospetti fondati “sulla base delle biografie” di alcune persone dell’entourage della presidente e ha sollecitato una valutazione controspionistica sui viaggi in Russia e sui rapporti personali di Pirc Musar.

L’episodio che ha riaperto il dossier è l’incidente stradale del 31 luglio nel tunnel di Kastelec, dove la presidente si è fratturata una clavicola. Con lei viaggiavano due amiche, tra cui Viktorija Krivolucka, nata in Russia e ora cittadina slovena, la cui biografia è stata al centro di un’inchiesta del quotidiano Dnevnik insieme all’agenzia Apa.

Le ricerche nei database russi hanno ricostruito parte della vita di Krivolucka a Krasnojarsk e riportato un rapporto sentimentale avuto in passato con Roman Jeglič, ex alto funzionario dei servizi di intelligence sloveni e vice direttore del servizio che ha preceduto l’attuale Sova. Krivolucka ha confermato di aver avuto quella relazione, affermando di non avere contatti con Jeglič da almeno quindici anni e di non aver mai collaborato con servizi d’intelligence stranieri.

I media sloveni hanno inoltre ricostruito visite private compiute da Pirc Musar in Russia tra il 2015 e il 2022, insieme a Krivolucka, tra Mosca e San Pietroburgo. L’ultimo viaggio segnalato risale a fine dicembre 2021 e inizio gennaio 2022, poche settimane prima dell’invasione dell’Ucraina.

L’ufficio della presidente ha respinto con forza le insinuazioni: “Respingiamo fermamente le insinuazioni secondo cui la presidente della Repubblica collaborerebbe con una rete di spionaggio russa”, ha detto lo staff, precisando che l’accusa secondo cui la presidenza avrebbe ammesso un incontro tra Pirc Musar e Jeglič è “completamente falsa” e ribadendo che la presidente non conosce personalmente Roman Jeglič e non lo ha mai incontrato. Al momento non sono state rese pubbliche prove di attività di spionaggio a carico della presidente o della sua amica.

Un chiarimento significativo è arrivato dalla Sova, l’agenzia di intelligence slovena, che ha ricordato di aver effettuato nel 2016 un controllo di sicurezza su Viktorija Krivolucka nell’ambito della procedura di naturalizzazione straordinaria. In quella verifica “non furono riscontrate particolarità rilevanti sotto il profilo della sicurezza” e la Sova ha dichiarato di non essere stata poi informata di elementi successivi tali da modificare le conclusioni. L’agenzia ha però precisato che quel controllo non equivale a un monitoraggio permanente della persona e che può acquisire e valutare nuove informazioni qualora emergano elementi indicativi di rischio per la sicurezza nazionale o per la stessa presidente.

La vicenda non è chiusa: Janja Sluga, presidente della Knovs — la commissione parlamentare che controlla i servizi di sicurezza e intelligence — ha convocato una riunione urgente per la prossima settimana. In quell’occasione la Sova dovrà fornire informazioni sull’eventuale influenza di Paesi stranieri sulla sovranità e sulla sicurezza nazionale slovena, con riferimento particolare a Russia e Israele.

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