Larissa Iapichino ha messo l’oro europeo di Birmingham sul tavolo di casa, ma non pensa ancora alle feste. Intervistata dall’AGI, la saltatrice fiorentina ha tracciato il bilancio di una stagione ricca di risultati e ha spiegato come ha lavorato dopo la delusione del Mondiale di Tokyo 2025.
Ventiquattro anni compiuti il 18 luglio, Iapichino ha firmato quest’anno il record italiano all’aperto con un salto di 7,12 metri a Eugene, superando di un centimetro il primato di Fiona May del 1998. In stagione ha anche conquistato l’argento ai Mondiali indoor, ha vinto il World Indoor Tour del lungo e ha collezionato tre podi in Diamond League.
La finale di Birmingham è stata, secondo la campionessa, una gara «diversa rispetto al solito»: arrivata molto focalizzata, ha trovato in gara un 7,00 che le ha garantito l’oro senza dover inseguire le avversarie all’ultimo salto. Iapichino ha ricordato come il suo miglior salto possa arrivare in momenti diversi della gara, a seconda delle circostanze.
La stagione non è però terminata: il 5 settembre sarà a Bruxelles per la finale di Diamond League e l’11 settembre parteciperà al Mondiale d’élite di Budapest, riservato alle prime otto del ranking. Per questo la festeggiamento è rimandato e la romana di adozione mantiene la routine di sempre per restare concentrata.
Iapichino si allena allo stadio Ridolfi di Firenze con il padre-allenatore Gianni ed è atleta delle Fiamme Oro. Sul rapporto col padre ha spiegato che il ruolo allenatore-atleta si è costruito negli anni e che tra loro i ruoli sono chiari: nutre «rispetto e stima» per chi la segue e riconosce al padre la capacità di capire quando è il momento di dare una scossa o una parola di conforto. Ha ricordato inoltre che, come le è stato detto, «gli allenatori sono stati dei secondi padri».
Dopo la battuta d’arresto di Tokyo 2025, Iapichino ha avviato un percorso personale di conoscenza di sé: ha lavorato sulla persona prima ancora che sull’atleta, con l’obiettivo di acquisire una solidità interiore nei momenti di difficoltà. Non ama parlare di numeri e misure: si definisce «molto scaramantica» e preferisce concentrarsi sul lavoro in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028.