Roberto Burioni è intervenuto su Repubblica dopo la morte a Palermo di una bambina di 4 anni per difterite, sostenendo che per evitare tragedie simili i vaccini pediatrici dovrebbero essere obbligatori.
La piccola non era stata vaccinata per il timore che la somministrazione del vaccino trivalente avesse provocato l’autismo diagnosticato a un cugino, convinzione che la famiglia attribuiva al vaccino stesso. Secondo Burioni, quel timore è infondato: il vaccino esiste da un secolo, la formula attuale risale al 1926 e ha un’efficacia vicina al 100%, avrebbe dunque potuto salvarla.
Il virologo ha osservato che in Italia la vaccinazione contro la difterite è obbligatoria dal 6 giugno 1939, quando alla guida del governo c’era Benito Mussolini. Pur riconoscendo la libertà di parola — «Non possiamo incarcerare chi dice che i vaccini causano l’autismo», ha ammesso — Burioni ha sostenuto che non è accettabile lasciare ai genitori la libertà di danneggiare i figli e le persone più fragili della collettività.
Burioni ha paragonato la credenza nel legame tra vaccini e autismo a chi sostiene che la Terra sia piatta, ricordando che decine di milioni di bambini osservati nel mondo hanno dimostrato l’assenza di una relazione fra vaccinazioni pediatriche e autismo. Ha inoltre sottolineato il danno concreto della disinformazione medica: bambini che si ammalano gravemente, restano con conseguenze permanenti o muoiono per scelte guidate dalla paura piuttosto che dalla ragione.
Il virologo ha richiamato anche il tema dell’immunità di gregge: la vaccinazione riduce la circolazione di virus e batteri e protegge chi non può vaccinarsi o ha perso l’immunità. A sostegno del suo argomento ha citato l’epidemia di morbillo del 2017-2018, innescata dopo il calo della copertura registrato nel 2015: oltre 8.000 casi, il 99% tra non vaccinati, 13 decessi — quattro dei quali sotto i 10 anni — e incidenza più alta tra i bambini sotto l’anno di età, che sono troppo piccoli per essere vaccinati.
Nel suo intervento Burioni ha puntato il dito contro giornali, trasmissioni televisive e politici che, a suo dire, diffondono «bugie pericolose» sulle vaccinazioni per ottenere lettori, ascolti o consensi, alimentando paure infondate. Ha concluso affermando che la bambina di 4 anni è morta anche a causa di queste menzogne.