Roma, 21 agosto 2026 — La spesa delle famiglie italiane per i consumi culturali è in crescita e raggiunge in media 108 euro al mese, secondo l’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia di Impresa Cultura Italia‑Confcommercio, realizzato con Swg. Il dato segna un aumento rispetto ai 94 euro del 2025 e si avvicina ai livelli pre‑pandemia del 2019 (113 euro).
Tra le attività culturali più diffuse emergono la fruizione di programmi televisivi, film e serie (92%), l’ascolto di musica (87%) e la radio (82%). La lettura resta rilevante: il 65% degli italiani ha letto almeno un libro dall’inizio dell’anno, mentre il 43% ha fruito di quotidiani a pagamento, in formato cartaceo o digitale.
Per le attività che richiedono una spesa diretta, il cinema coinvolge il 51% della popolazione, le visite a musei, mostre e siti archeologici il 49%, il teatro e gli spettacoli all’aperto il 40% e i concerti dal vivo il 35%.
Cresce anche l’interesse per i weekend culturali: oltre la metà degli italiani sarebbe molto interessata a riceverne uno in regalo e il 42% si dichiara molto propenso a regalarlo. I segmenti più interessati sono le persone con titolo di studio elevato, le donne e gli over 55.
Negli ultimi dodici mesi il 46% degli italiani ha effettuato almeno un weekend culturale, con il 34% che l’ha fatto fuori dalla propria regione. La spesa media pro capite per chi ha partecipato a un weekend culturale raggiunge 286,2 euro, in aumento rispetto ai circa 235 euro rilevati nel 2025. Tra chi non ha ancora vissuto questa esperienza (54%), la disponibilità di spesa prevista è di 215,7 euro, indicazione di una domanda potenziale ancora significativa.
Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia‑Confcommercio, ha sottolineato che l’aumento dei consumi culturali dimostra una domanda reale e che la cultura può essere leva per sviluppo, occupazione e coesione sociale. Ha inoltre richiamato la necessità di interventi mirati per ridurre i divari di partecipazione e ha indicato tra le misure concrete la detrazione fiscale delle spese per consumi ed esperienze culturali. Fontana ha infine evidenziato le potenzialità dell’integrazione tra cultura, turismo e territori e la necessità di trasformare questa tendenza in valore diffuso per le comunità.