Filippa Lagerback critica i costi dei libri di testo: «Le edizioni che cambiano ogni anno penalizzano le famiglie»

Filippa Lagerback è intervenuta sui social per denunciare l’impatto sui bilanci familiari del sistema italiano dei libri di testo, segnato da edizioni che cambiano frequentemente e da spese crescenti per le famiglie. La conduttrice, nata in Svezia, ha richiamato il modello scandinavo, dove i libri sono forniti dallo Stato.

Nell’account Instagram la Lagerback ha sottolineato che alcune scelte non sembrano pensate per il cittadino e ha definito «un imbroglio» il fatto che le edizioni scolastiche cambino ogni anno, impedendo il ricorso massiccio al mercato dell’usato. Ha anche ricordato che, nella sua esperienza, la madre non ha mai speso per i testi scolastici perché erano tutti a carico dello Stato.

I numeri citati dall’articolo de La Stampa evidenziano l’aumento dei costi: nell’anno scolastico 2025/26 la spesa per i libri ha raggiunto una cifra record, fino a oltre 700 euro per figlio, con un incremento del 5% rispetto al 2024/25. Le alternative praticabili dalle famiglie rimangono frammentate e spesso informali: mercatini dell’usato, passaparola tra compagni e altre soluzioni private.

Un confronto con i modelli europei citati dalla conduttrice mette in luce pratiche diverse: in Svezia e in Germania la gratuità dei testi e del materiale didattico è garantita, con meccanismi di economia circolare che prevedono il prestito e la restituzione dei libri a fine anno.

Dalla community Mammadimerda, il blog fondato da Sarah Malnerich e Francesca Fiore, sono arrivate esperienze che confermano pratiche locali di prestito e riutilizzo. Una testimonianza dice che in Trentino, più di vent’anni fa, i genitori non acquistarono i testi: fino ai 16 anni si passavano i libri di anno in anno con la clausola della restituzione a giugno. Un’altra mamma racconta che il consiglio d’istituto della sua scuola ha approvato all’unanimità una clausola per evitare cambi annuali dei testi. Su Instagram Sarah Malnerich ha inoltre osservato che il settore editoriale scolastico in Italia è dominato da pochi grandi gruppi e si è interrogata sulla correttezza del profitto su un diritto costituzionale come l’istruzione.

Sul fronte istituzionale, per l’anno scolastico 2026/27 la decisione sui libri è stata assunta lo scorso maggio con nuove linee ministeriali. Sono stati fissati tetti di spesa aggiornati, previste riduzioni per le edizioni digitali e, per la primaria, l’allineamento alle “Nuove Indicazioni Nazionali 2025”. Restano gratuiti i testi per la scuola primaria; per la secondaria di primo grado sono stati stabiliti massimali di spesa pari a 303 euro nel primo anno, 121 euro nel secondo e 136 euro nel terzo. Per le scuole superiori i limiti variano sensibilmente in base all’indirizzo scelto.

L’opinione pubblica e le comunità di genitori continuano a sollevare dubbi sulle modalità di gestione del mercato dei testi, sulle differenze territoriali nelle misure di sostegno e sulla praticabilità di un sistema di prestito strutturato analogo a quello dei paesi nordici.

ARTICOLI CORRELATI

Quattro persone con lesione midollare tornano a camminare grazie alla neurostimolazione

Tre ragazzi e una ragazza con lesione midollare completa hanno ripreso a camminare grazie a neurostimolazione controllata dal movimento del tronco, studio Sant'Anna e San Raffaele.

A Venezia 83 l’accusa di Ashley St. Clair: “Mi offrirono 40 milioni per il silenzio”, il caso nel doc di Alex Gibney

Ad aprile a Venezia 83 l'ex compagna di Elon Musk, Ashley St. Clair, denuncia un'offerta da 40 milioni per il suo silenzio. Il racconto è nel documentario di Alex Gibney.

Giovane tunisino trovato morto nel bagagliaio di un’auto sul traghetto Tunisi-Palermo: avviate le indagini

Un 25enne tunisino è stato trovato senza documenti nel bagagliaio di un'auto a bordo del traghetto GNV Auriga da Tunisi a Palermo; la Procura ha disposto l'autopsia.

Sfera Ebbasta a San Siro con dieci donne: il gesto riapre il dibattito sul “machismo eterno”

Sfera Ebbasta (Gionata Boschetti) si è presentato a San Siro con dieci donne per promuovere il nuovo album: il gesto riapre il dibattito sul machismo.