L’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis (ITIA) ha comunicato la sospensione provvisoria di Nick Kyrgios dopo un esito positivo a un controllo antidoping eseguito durante il torneo ATP 250 di Maiorca il 22 giugno. Nel campione di urine il laboratorio accreditato dalla Wada ha rilevato la benzoilecgonina, metabolita della cocaina.
Il 31enne australiano ha annunciato la notizia direttamente sul suo profilo Instagram, spiegando di aver voluto informare i suoi follower personalmente. Kyrgios ha ammesso l’esito del test, ha riconosciuto l’errore e si è assunto la responsabilità di quanto accaduto.
La cocaina è classificata dalla Wada come stimolante e sostanza d’abuso ed è vietata in competizione. In base alla sospensione provvisoria, Kyrgios non potrà partecipare a partite, allenamenti né presenziare ai tornei del Grande Slam o ad altri eventi ufficiali dei circuiti professionistici mentre resta in vigore la misura.
Nel suo messaggio il tennista ha inoltre riassunto le difficoltà personali degli ultimi anni, attribuite a infortuni che lo hanno segnato sia sul piano fisico sia su quello mentale. Kyrgios ha detto di aver avvertito la difficoltà ad accettare l’idea di un possibile avvicinarsi della fine della carriera e di essersi sentito a volte “impotente e solo”; ha definito la vicenda «un campanello d’allarme», promettendo di fare il necessario per tornare meglio.
Per i prossimi 28 giorni il giocatore ha annunciato che si allontanerà dai social e dalla vita pubblica per concentrarsi sul recupero, chiedendo rispetto della privacy sua e della sua famiglia. Kyrgios non ha finora presentato ricorso contro la sospensione provvisoria e non risultano indicazioni diverse a riguardo.
Il provvedimento arriva in un contesto in cui Kyrgios era stato in passato critico nei confronti di altri giocatori, incluso Jannik Sinner, a cui aveva rivolto accuse legate al doping. In carriera l’australiano è stato numero 13 del mondo e finalista a Wimbledon nel 2022.