La decisione di imporre due marcature sui farmaci sta causando uno spreco stimato in 60 milioni di euro e solleva timori per possibili ritardi nelle forniture. Coinvolta nella vicenda è la Zecca, mentre la misura — insolita in Europa — è adottata insieme alla Grecia.
Secondo quanto riportato, la presenza delle due marcature comporta costi nettamente superiori rispetto al sistema a singolo bollino: le spese sono cresciute fino a essere cinque volte maggiori. L’aumento dei costi ha effetti diretti sui processi di distribuzione e sulla tempistica delle consegne dei prodotti farmaceutici.
Nella controversia è stato evidenziato anche il ruolo del deputato Andrea Gemmato, esponente di Fratelli d’Italia, nell’iter che ha portato all’introduzione del doppio bollino. Non sono riportati altri dettagli sulle responsabilità o sulle motivazioni tecniche alla base della scelta.
La circostanza mette l’Italia in una posizione anomala rispetto agli altri Paesi europei, dove la marcatura dei medicinali prevede solitamente un solo sigillo. Le conseguenze economiche e logistiche della doppia marcatura restano al centro del dibattito sul futuro delle procedure di tracciabilità dei farmaci.